Villa Adriana di Tivoli

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Appunto approfondito su Villa Adriana: storia, struttura della casa romana (3 pagine formato doc)

In un panorama ridente di una pacata bellezza, limitato su un lato dai monti e aperto dall'altro verso la pianura e verso Roma Villa Adriana In un panorama ridente di una pacata bellezza, limitato su un lato dai monti e aperto dall'altro verso la pianura e verso Roma, sorge con un'estensione di circa 120 ettari la Villa Adriana, la più vasta, la più fastosa delle ville romane.
La villa, pur nelle devastazioni subite a opera del tempo e dell'uomo, serba inaltertato un suo fascino per l'imponenza dei ruderi a cui fanno cornice alberi secolari. Stesa tra due fossi sui pianori tufacei ai piedi dei monti Tiburtini, era talmente vasta e composita che alcuni ironizzarono sul fatto che l'imperatore avesse inteso costruire una città, più che una dimora rurale. Il complesso si presenta come una serie di edifici a carattere monumentale, dispersi nella natura e con essa intimamente fusi.
La perfetta compenetrazione tra struttura architettonica e paesaggio e l'articolazione tra i singoli blocchi edilizi e gli spazi destinati a giardino, apparentemente casuale (ma che al contrario è il frutto di un attento studio dei luoghi) fanno di villa Adriana un'eccezione nella storia dell'architettura antica. Il sito prescelto per la residenza imperiale era stato precedentemente occupato da una villa repubblicana, antica di almeno due secoli, che rimase sempre il cuore della residenza imperiale, certamente circondata da un'ampia proprietà terriera e completata dagli edifici della villa rustica, destinati alla gestione agricola del fondo. Su come fosse pervenuta questa all'imperatore ci sono pareri contrastanti: c'è chi sostiene fosse andata in eredità alla moglie Vibia Sabina, chi dice invece che la comperò nel 117, stesso anno in cui Traiano morì ed egli gli succedette: non è noto se al momento della successione l'acquisto fosse già stato effettuato o se fu fatto subito dopo, ma questo non fa differenza, poiché per tutto il 117 non risulta che Adriano abbia potuto compiere un viaggio a Roma, e quindi l'acquisto dovette essere fatto per procura. Proprio da questa villa preesistente si sviluppò il successivo complesso. L'importanza storica ed artistica della realizzazione adrianea contrasta singolarmente con il silenzio quasi totale delle fonti letterarie, le cui poche notizie tramandate hanno alimentato tradizioni e leggende spesso prive di reale fondamento storico. Un passo della biografia di Adriano nella Historia Augusta riferisce che l'imperatore volle chiamare le varie parti della villa con i nomi di luoghi e monumenti famosi da lui visitati, quali il Pecile, l'Accademia, il Pritaneo e il Liceo di Atene, la valle di Tempe in Tessaglia, il Canopo in Egitto, da non intendersi però -come spesso accadde in passato- come copie fedeli dei siti da lui visitati, bensì di autonome e originali creazioni ispirate a modelli celebri. Quella fu un'interpretazione eccessivamente letterale, infatti Adriano chiamò con quei nomi le costruzioni che andava innalzando nella sua proprie