Elettricità

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Storia e applicazioni dell'energia elettrica. (file .doc, 5 pag) (0 pagine formato doc)

Omnia Scienza e Tecnologia - © Istituto Geografico De Agostini S ELETTRICITÀ Termine generico indicante tutti i fenomeni fisici cui partecipano le cariche elettriche, sia in quiete, sia in moto; in questa accezione è sin.
di elettrologia. I fenomeni elettrici tuttavia non possono essere studiati indipendentemente da quelli magnetici, per cui lo studio dell'elettricità viene ormai compreso nell'ambito degli studi sull'elettromagnetismo Cenni storici: dall'età classica al XVII secolo Sebbene i Greci avessero già constatato l'esistenza di fenomeni elettrici (p. es.
l'attrazione di pagliuzze per strofinio dell'ambra), solo nel Rinascimento ci si pose il problema di ampliare le esperienze secondo una sempre più chiara visione metodologica. Dopo i lavori di G. Fracastoro, G. Cardano e G. B. Della Porta, ancora notevolmente influenzati dalla cultura scolastica, W. Gilbert, medico di corte della regina Elisabetta, pubblicò nel 1600 il fondamentale trattato De magnete, magneticisque corporibus et de magno magnete tellure physiologia nova (La nuova fisiologia del magnete, dei corpi magnetici e del grande magnete della Terra), nel quale descrisse moltissime esperienze, circa 600, di cui alcune veramente originali, e tentò di spiegare i fenomeni studiati con una teoria che sebbene ingenua (tutti i corpi deriverebbero da due soli elementi primi, la terra e l'acqua, ed essendo l'acqua uncinata, solo i corpi originati da essa avrebbero la proprietà di attirare i corpiccioli) consentiva tuttavia di respingere le teorie precedenti che ritenevano il calore responsabile dell'attrazione e che introducevano ipotetici “effluvi”. Dopo Gilbert la sperimentazione ebbe un notevole sviluppo; furono ideate e studiate particolari macchine per produrre elettrizzazione sempre più forte, tipica la sfera elettrostatica di O. von Guericke costruita intorno al 1650. Nel Settecento si assiste a una vera e propria esplosione dell'interesse degli scienziati per i fenomeni elettrici. L'elettrologia, si può ben dire, nasce in questo secolo, alla fine del quale si sono svolti anche i primi tentativi di sistemare teoricamente la massa ormai ingente dei risultati sperimentali secondo la linea matematico-quantitativa newtoniana, che tanto successo aveva conseguito nella meccanica. Così nella prima metà del secolo si raggiunsero importanti risultati, quali la distinzione tra corpo isolante e corpo conduttore, dovuta a G. T. Desaguliers che si giovò di alcuni lavori di S. Gray, e la scoperta dell'esistenza di due tipi di elettricità, vitrea e resinosa, dovuta a C. F. de Cisternay du Fay. Moltiplicando gli esperimenti si poté dimostrare che ogni corpo può essere elettrizzato, contrariamente a quanto si era creduto fino ad allora, e che non esistono un isolante perfetto e un conduttore perfetto. Nel 1745 P. van Musschenbroek realizzò il primo apparecchio per accumulare l'elettricità, la cosiddetta “bottiglia di Leida”; l'intensità delle scariche che si ottenevano con t