La peste: sintomi, contagio e tipi di peste

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La peste: sintomi, diagnosi, contagio, reazioni e conseguenze, la peste del 300 nella letteratura italiana (9 pagine formato doc)

LA PESTE: SINTOMI, CONTAGIO E TIPI DI PESTE

La peste.

Diagnosi e diffusione. Il termine peste nel Medioevo veniva applicato indiscriminatamente a tutte le malattie epidemiche fatali. Durante la peste del 1347, siccome si ignoravano le ragioni scientifiche del contagio, si speculava molto sulle cause dello scoppio dell’epidemia. Alcuni credevano che derivasse da un inquinamento atmosferico agente attraverso un letale miasma proveniente dal sottosuolo, che si era liberato a causa dei terremoti.
Altri interpretarono invece gli effetti devastanti della malattia come la punizione di Dio per le cattive azioni degli uomini. Essi credevano che solo l’intervento divino potesse decretare una simile catastrofe: in pochi anni infatti l’epidemia, inizialmente localizzata in Asia, era dilagata in Europa decimando la popolazione.

La peste del 300: tema svolto


PESTE CONTAGIO

Questa interpretazione, che ottenne grande consenso fino agli inizi del XVIII secolo, si può riscontrare anche nelle opere degli scrittori dell’epoca. Lo stesso Boccaccio, nell’introduzione alla prima giornata del Decameron, definisce la peste come "giusta ira di Dio a nostra correzione mandata sopra i mortali". Le cognizioni mediche dell’epoca non sapevano interpretare le cause del contagio delle epidemie e spesso questa ignoranza portava a credere nell'origine dolosa della pestilenza. In molti città degli innocenti vennero accusati di essere i diretti responsabili dell’epidemia e furono denominati "untori", perché si credeva che ungessero le porte e i muri delle case per diffondere la malattia. Il più delle volte queste persone erano gli emarginati della società, come i mendicanti e i vagabondi, che divennero oggetto della furia popolare.

La peste del 300: saggio breve


LA PESTE DEL 300

L'arrivo della peste in Europa. La peste fu, prima di divenire una malattia dell’uomo, un male che colpiva varie specie di roditori (topi, ratti, marmotte). Nota già nell’antichità, si abbatté sull’Europa in età romana, ai tempi dell’imperatore Marco Aurelio che ne rimase vittima.Nel XIV secolo erano trascorsi più di cinque secoli dalla sua ultima apparizione; probabilmente, come dice il cronista Siciliano Michele da Piazza - la grande peste arrivò nel Mediterraneo nell’ottobre 1347 portata da navi genovesi provenienti dalle colonie della repubblica marinara sul Mar Nero -. Qui i bacilli erano giunti portati dalle veloci truppe dell’Impero mongolo all’interno di pulci da ratto situate sui cavalli e nelle bisacce dei militari che provenivano dai focolai permanenti di peste, i quali si trovavano ai piedi dell’Himalaia tra India, Cina e Birmania.

La peste nei Promessi sposi


TIPI DI PESTE

Quest’area presentava e presenta tutt’oggi condizioni climatiche adatte alla proliferazione della malattia.La gran velocità delle truppe mongole permise ai topi e alle pulci, veicoli d'infezioni, di superare le barriere naturali che ostacolavano una sua rapida diffusione nell’Eurasia.Lungo le vie dei commerci e degli itinerari militari delle truppe di Gengis Khan la peste dilagò per l’Asia sino a giungere a Caffa, colonia genovese sul mar Nero, durante l’assedio condotto dai tartari nel 1346/47. Le navi genovesi a Caffa caricarono evidentemente topi infetti. L’epidemia iniziò a dilagare per l’Europa, mentre già nel 1331 ne era attestata la presenza in Cina, nel 1347 a Costantinopoli e poi a Messina, a Marsiglia, a Genova, a Spalato e a Venezia. Nel 1348 si diffuse in nord Africa e nel nord Europa. L’epidemia terminò intorno al 1350 ma la peste rimase un male ricorrente, ciclicamente, sino ai giorni nostri.