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Ricerca sulla mafia - LA MAFIA Cos'è la mafia? I vari tipi d'organizzazione malavitose.

Quando alcuni uomini si associano per commettere delle azioni illegali si parla di delinquenza organizzata o di criminalità organizzata. L'Italia, purtroppo, nel nostro tempo, n'è invasa. Tuttavia, nonostante le luci del palcoscenico siano state costantemente puntate sulla mafia, il fenomeno ha continuato a rimanere avvolto in un alone d'ambiguità, una nebbia che lo ha reso inafferrabile e misterioso. La mafia è stata descritta come una cospirazione, crimine organizzato, industria della violenza, modello comportamentale, anti-stato ed altro ancora.
Essa è una sorta di “zelig”, capace di modificarsi a seconda del contesto che lo circonda e di sopravvivere nei più differenti ambienti e condizioni.

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Questa è un organizzazione che ha delle caratteristiche uniche ma affatto diverse dagli altri fenomeni di criminalità. Lo scopo principale di queste organizzazioni è di guadagnare grosse somme di denaro con poco sforzo. Per questo motivo molte persone sono disposte ad uccidere con facilità e lo fanno ormai da tempo. Da allora ad oggi, la mafia si è dovuta confrontare con tutti gli eventi e con le diverse fasi storiche. E tuttavia è possibile trovare un filo unitario che attraversa gli oltre 150 anni di vita nella mafia.

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Ed è possibile trovarlo dentro la storia della mafia stessa. La mafia è nata durante l'ottocento nel triangolo che ha ai vertici Palermo, Trapani e Agrigento, ma il termine “mafia” è apparso per la prima volta nel 1862-1863, quando a Palermo venne rappresentata, con larghissimo successo: la commedia “ I mafiosi di la Vicaria”, scritta da Giuseppe Rizzotto. Occorre allora chiedersi se la mafia sia nata con l'unità d'Italia, oppure se al neonato regno d'Italia essa fu consegnata in eredità dai Borboni. “Mafia”, potrebbe allora derivare da “Mafioso”, forse per superstizione della coppia camorra camorrista: chi ha la conoscenza della camorra napoletana, e come associazione criminale, può dedurre dal “mafioso” la mafia e come modello associativo criminale e come spirito e comportamento.

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Il fenomeno mafioso si sviluppò nel sistema economico della Sicilia occidentale, basato sullo sfruttamento del latifondo. Questo sistema era organizzato secondo una struttura a piramide. La mafia si trasformò diventando un organismo sostitutivo dell'ordine legale, intervenne nell'amministrazione della giustizia e nella gestione dell'economia, arrivando ad una seria d'attività legali da cui gli affiliati e le loro famiglie trovano sostentamento. Lo spirito mafioso poggia su un rigido codice d'onore e sull'omertà; e conflitti, la contesa, i reati andavano regolati all'interno della comunità, facendo ricorso alla mediazione, ma anche all'intimidazione e alla violenza. I rapporti con l'autorità dello stato venivano condannati e veniva punito soprattutto, anche con la morte, il personaggio d'informazione alla giustizia.