Questione del Medio-Oriente: riassunto

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Ricerca sulla questione del Medio-Oriente, dalla nascita dello Stato di Israele ad oggi (4 pagine formato doc)

QUESTIONE MEDIO ORIENTE

Questione Medio-Oriente. Sin dalla fine dell'800 il sionismo alimentò un flusso di Ebrei verso la Palestina, tanto che, dopo che la regione fu assegnata come mandato all'Inghilterra nel 1923, si affacciò il progetto, rimasto allora irrealizzato, della costituzione di uno stato ebraico.
Negli anni Trenta e dopo la seconda guerra mondiale, in conseguenza delle atroci persecuzioni naziste, l’immigrazione degli Ebrei sopravvissuti al genocidio si fece più intensa, determinando la crescente ostilità dei Palestinesi che dal 1947 condussero contro i nuovi venuti una vera e propria guerriglia.
Nel maggio del 1948 gli Inglesi, impotenti a sedare le tensioni locali, si ritirarono dalla Palestina, e gli Ebrei, in esecuzione di un deliberato dell’ONU del 29 novembre 1947, costituirono la Repubblica d’Israele.

Immediatamente aggrediti dagli Stati Arabi confinanti, fra i quali l’Egitto svolgeva una parte di primo piano, gli Israeliani respinsero l’attacco e riuscirono ad ampliare i propri confini; ma gli armistizi firmati nel 1949 non aprirono affatto un periodo di pace, perché il problema dei Palestinesi, rimase insoluto e alimentò una costante guerriglia.

Storia del Medio Oriente

QUESTIONE MEDIORIENTALE: RIASSUNTO

La sconfitta subita dall’Egitto nella guerra del 1948 contro Israele determinò la crisi irreversibile del regime corrotto, inefficiente e infeudato agli Inglesi che faceva capo al re Faruk.

Nel luglio del 1952, infatti, un gruppo di militari, facendosi interprete del crescente malcontento nazionale, depose il sovrano e proclamò la repubblica, guidata dall’ex colonnello Gamal Abd-al Nasser.
Deciso a salvaguardare la piena indipendenza dell’Egitto, Nasser concluse con l’Inghilterra un accordo per il quale gli Inglesi si impegnavano a sgombrare il Canale di Suez, da loro presidiato, a patto che l’Egitto invocasse il loro aiuto qualora fosse minacciato da un’aggressione militare esterna. In forma molto attenuata, l’Inghilterra mirava in questo modo a conservare una specie di protettorato sull’Egitto.
Non così la intendeva Nasser, che procedette ben presto alla nazionalizzazione del Canale, rifiutando ogni soluzione di compromesso e ledendo gravemente gli interessi britannici e francesi. Ne seguì, su istigazione inglese e francese, l’aggressione di Israele all’Egitto il 29 ottobre 1956, e l’Inghilterra e la Francia colsero l’occasione per muovere guerra all’Egitto, giustificando il loro intervento come rivolto a imporre la cessazione delle ostilità fra i belligeranti.
La pressione convergente degli Stati Uniti e della Russia costrinsero immediatamente Francia, Inghilterra e Israele a interrompere le operazioni militari il 6 novembre 1956 e sgomberare il territorio dell’Egitto.

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QUESTIONE PALESTINESE

La convergenza russo-americana in favore dell’Egitto fu naturalmente temporanea e casuale, infatti, subito dopo la guerra del 1956, gli Stati Uniti strinsero vincoli sempre più stretti con Israele, e l’Unione Sovietica con l’Egitto.
Nel maggio del 1967, Nasser, forte degli aiuti militari ricevuti dall’Unione Sovietica, pensò fosse giunto il momento di regolare i conti con Israele e fece bloccare il Golfo di Aqabah attraverso il quale passava buona parte dei rifornimenti israeliani. Ma Israele rispose fulmineamente attaccando di sorpresa l’Egitto, la Giordania e la Siria, ed estese le proprie frontiere sino al Canale di Suez, al Giordano e alle alture di Golan. La guerra durò solo dal 5 al 10 giugno del 1967, e appunto per questo fu detta “Guerra dei sei giorni”.
La “diaspora” dei Palestinesi, molti dei quali vivevano in campi profughi nei Paesi confinanti con Israele, cresceva di numero fino a sfiorare i due milioni di persone, e le bande armate palestinesi, si riunivano all’inizio del 1969 nell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (O.L.P.), capeggiata da Yasser Arafat. Pertanto la tregua che seguì alla guerra dei sei giorni fu insanguinata dalle azioni terroristiche palestinesi e dalle violente rappresaglie israeliane.

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