L'alluminio

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L'alluminio è conosciuto dall'antichità e forse persino dalla più remota antichità, perché dopo l'ossigeno e il silicio è l'elemento più diffuso sulla superficie terrestre.
In particolare lo si trova nei caolini, con cui gli abitanti della Mesopotamia facevano del vasellame raffinato circa settemila anni fa; inoltre, venti secoli prima di Cristo, egizi e babilonesi incorporavano degli alluminati in diversi prodotti delle rispettive farmacopee. Gli alluminati sono, tra l'altro, degli antiacidi gastrici (e tossici potenziali del sistema nervoso). Benché il minerale da cui viene estratto industrialmente, la bauxite, sia relativamente raro, l'alluminio si trova frequentemente sotto forma di sali, per esempio solfati di alluminio, e sotto forma di allume, che i romani usavano correntemente, fin dal V secolo a.C., soprattutto per fissare la tintura dei tessuti.
Tale uso spiega l'origine del nome moderno, poiché i romani indicavano i sali di alluminio con la parola alumen. Non si può escludere che un tempo se ne sia estratto un metallo, ma solo nel XVIII secolo ci si accorse che gli alluminati potevano contenere un metallo. Dal 1807 il famoso chimico inglese sir Humphry Davy si propose di estrarre l'alluminio, e anche se non vi riuscì si convinse che esisteva una base metallica nuova che chiamò dapprima alumium e poi aluminum. Il primo a realizzare l'estrazione fu il celebre fisico e chimico danese Hans Christian Oersed; egli notò che gli amalgami ottenuti assomigliavano per luminosità e colore allo stagno: era il 1825. Venti anni più tardi, anche il tedesco Friedrich Wöhler arrivò all'estrazione, e fu il primo a stabilire le caratteristiche del metallo: peso specifico, duttilità, colore, ecc. Comunque l'alluminio restava sempre una curiosità e la sua estrazione era molto costosa. Riprendendo la tecnica di Wöhler, il francese Henri Sainte-Claire Deville riuscì a fondere i frammenti, grandi quanto una capocchia di spillo (quali li otteneva Wöhler), in palline e poi in lingotti; e il primo lingotto di alluminio venne presentato un anno più tardi, nel 1855, all'Esposizione universale di Parigi. Stavolta si intravvide l'importanza industriale del nuovo metallo, ma l'interesse vero esplose solo quando l'americano Charles M. Hall e il francese Paul Louis Toussaint Héroult, realizzarono indipendentemente, nel 1866, l'estrazione dell'alluminio dalla bauxite. Entrambi ebbero la possibilità di perfezionare il procedimento Sainte Claire Deville, perché l'energia elettrica era ormai facilmente disponibile e costava sempre meno. Héroult, nel 1888, realizzò anche la lega bronzo-alluminio, cio' inventò il duralluminio. Due anni più tardi il tedesco Karl Joseph Bayer metteva a punto un metodo di estrazione di allumina pura partendo da minerali poveri di bauxite. C'è qualche motivo per credere che i romani abbiano saputo che esisteva il metallo alluminio e che se ne siano serviti per fabbricare alcuni oggetti. Pinio il Vecchio nel capitolo 26 del XXXVI libro, il penult