Cloro

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Ricerca di chimica inorganica sul cloro (elemento naturale e reazioni chimiche). (7 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

IL CLORO CLAUDIA FRIGENI CLASSE 3-B/Ch RICERCA SUL CLORO INDICE: 1)INTRODUZIONE 2)STORIA 3)STATO NATURALE 4)PROPRIETA FISICHE 5)PROPRIETA CHIMICHE 6)IMPIEGHI 7)COMPOSTI DEL CLORO 8)INDICE 9)BIBLIOGRAFIA BIBLIOGRAFIA ENCICLOPEDIA DELLA CHIMICA IL CLORO Il cloro è il penultimo elemento del terzo periodo nella Tavola periodica, e segue il fluoro fra gli alogeni nel VII Gruppo.
All'atomo del Cl manca un solo elettrone per raggiungere la configurazione elettronica del gas nobile argo. Esso possiede una grande affinità elettronica ed una notevole elettronegatività; l'elemento presenta in modo spiccato le caratteristiche di un non metallo. Il Cl è presente in natura come miscela di due isotopi stabili, costituita per il 75,53% da 35Cl (massa 36,96885)e per il 24,47% da 37Cl (massa 36,96590), separabili col metodo termico o col metodo elettrolitico.
È inoltre possibile ottenere artificialmente, nei reattori nucleari, diversi isotopi radioattivi (radioclori), con masse comprese tra 32 e 40 e tempi di dimezzamento che vanno da circa 1 s fino a 300.000 a. Questi radionuclidi non hanno finora trovato importanti applicazioni scientifiche o pratiche. STORIA Il Cl venne isolato per la prima volta da Scheele nel 1774, facendo reagire la pirolusite (biossido di manganese) con acido cloridrico, allora noto come acido muriatico o acido marino. Ligio alla teoria del flogisto, Scheele denominò la nuova sostanza acido marino deflogisticato. Sebbene il flogisto fosse considerato come un'entità a sé stante e presente nell'idrogeno solo come uno dei suoi attributi costitutivi, il termine coniato da Scheele per la nuova sostanza già ne adombrava la natura elementare. Se infatti si sostituisce l'antica terminologia con la moderna, si perviene a definire il cloro, non erroneamente, come cloruro di idrogeno deidrogenato. Nel 1808 Davy presentò alla Royal Society i primi risultati delle sue ricerche sul cloruro di idrogeno allo stato gassoso. Per reazione col potassio egli aveva ottenuto uno sviluppo di idrogeno, senza tuttavia poter verificare sperilmentalmente la presenza d'ossigeno nel composto di partenza; ciò lo aveva indotto ad ammettere che la natura della sostanza scoperta da Scheele fosse quella di un corpo semplice, secondo l'ipotesi già avanzata da Gay-Lussac e Thenard. Nel 1810 Davy confermava il suo pensiero in termini ancora più definiti, attribuendo a questa sostanza caratteristiche elementari analoghe a quelle dell'ossigeno, fra cui la proprietà di combinarsi da sola con i metalli e proponeva per essa il nome. Nel 1811 Schweigger coniava la parola alogeno, intesa a designare l'attitudine del Cl a formare sali privi di ossigeno: facoltà, questa, considerata singolare prima che fossero scoperti gli altri elementi del VII gruppo. Nel 1815 Gay-Lussac diede la prova analitica dell'assenza di ossigeno nei cloruri. STATO NATURALE A causa della sua elevata reattività, il Cl non si trova mai in natura allo stato nativo, ma combinato come anione cloruro Cl- in un sale,