Il concetto di architettura.

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"La definizione di architettura come la scienza e nel contempo l'arte di ideare, progettare e costruire un fabbricato è una delle tante definizioni del concetto di architettura..."; destinazione e stili; architettura contemporanea; architettura del paesag (0 pagine formato doc)

ARCHITETTURA ARCHITETTURA La definizione di architettura come la scienza e nel contempo l'arte di ideare, progettare e costruire un fabbricato è una delle tante definizioni del concetto di architettura, tratte nei secoli sia dalla tecnica costruttiva, sia dall'idea che l'architettura è un atto creativo dello spirito, come la pittura, la scultura, la musica, la poesia.
Ma una attività umana non può essere nel tempo stesso scienza e arte: le due attività spirituali nascono da operazioni mentali assolutamente diverse. E se determinate cognizioni e mezzi tecnici, cioè una certa scienza, sono necessari all'artista, si annullano poi nell'atto creativo. Tuttavia le cognizioni tecniche necessarie al costruire e i compiti pratici della costruzione furono in ogni tempo talmente assorbenti, che architetti anche grandissimi e acutissimi teorici concepirono l'architettura come scienza.
Dalla classica enunciazione di Vitruvio: architectura nascitur ex fabrica et ratiocinatione (ove per fabrica si intende la capacità pratica, o meglio la tecnica costruttiva, e per ratiocinatio la consapevolezza teorica) partirono artisti come Leon Battista Alberti e Michelangelo, che definirono l'architettura poggiando sulla teoria delle proporzioni e sulla visione prospettica cara al Rinascimento; di qui Vincenzo Scamozzi, raccogliendo nella sua Idea dell'architettura universale (Venezia 1615) i concetti di architettura noti sino al suo tempo, precorse la moderna definizione di architettura come “arte del costruire”. Per intendere quindi esattamente il problema di una definizione, è necessario tenere presenti da un lato il concetto di arte, unità inscindibile che si concretizza nelle espressioni più varie, una delle quali è l'architettura; dall'altro il concetto di edilizia, che è, grosso modo, il costruire puramente utilitario. La enunciazione di Vitruvio sopra ricordata, tuttora valida per la funzione del costruire, cioè del dare realtà a una concezione edilizia, non è tale per spiegare l'atto creativo che si traduce in architettura. Né tanto meno ci aiutano i concetti vitruviani della utilitas, che riguarda soltanto le necessità singole o collettive, laiche o religiose, politiche o sociali, cui la costruzione deve obbedire; della firmitas, che concerne la tecnica edilizia, la natura dei materiali e la loro evoluzione; della venustas, che ci prospetta forme pure, staccate da quanto ne ha promosso la creazione, ne ha formato e ne giustifica la vita. D'altra parte non ha alcun fondamento scientifico la proposta, varie volte affacciata, di interpretare l'architettura come “campo del genio di un popolo”, oppure la pretesa di spiegarne l'essenza con la simbologia religiosa nata sulle o dalle sue forme, come i simboli cosmici del cerchio e della sfera nell'Oriente mediterraneo o quelli della creazione nel fiore di loto dell'architettura dell'Estremo Oriente, o ancora l'immagine dell'universo nel tempio egizio e della Trinità in certi organismi cristiani. C