Cronaca familiare di Vasco Pratolini

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Tema: ricostruisci il carattere e il ruolo di uno dei personaggi secondari, individuando il suo rapporto con il protagonista. (2 pag - formato word) (0 pagine formato doc)

Tema: Tema: Ricostruisci il carattere e il ruolo di uno dei personaggi secondari, individuando il suo rapporto con il protagonista.
"Cronaca familiare" è un romanzo autobiografico dove si narrano le varie fasi di un rapporto affettivo tra l'autore ed il fratello Dante, chiamato dai genitori adottivi Ferruccio. Dopo la morte della madre, il fratellino viene affidato al maggiordomo di un ricco lord inglese. Nella immaginazione del piccolo Vasco, "la mamma era morta per colpa sua" ed è per questa inconscia convinzione che tra i due fratelli non c' è un'intesa immediata. L'amore tra i due, però, cresce con il trascorrere degli anni ma viene ancora una volta interrotta dalla malattia e dalla morte.
La cronaca di questo grande affetto familiare è la fusione spirituale tra fratelli, cresciuti in ambienti diversi ma con lo stesso desiderio di comunicazione e di sentimenti. Vasco è cresciuto con la nonna: donna dolce,di carattere, umile. Lavorava mezza giornata per guadagnare quattro soldi che servivano per il sostentamento della famiglia. Ogni giovedì, insieme a Vasco, andavano a Villa Rossa a trovare Dante. Qui la donna " cercava di dare il meglio di sé ", non voleva che suo nipote si vergognasse di lei e prima di entrare in casa puliva il naso al piccolo Vasco e gli faceva mille raccomandazioni. Con il passare degli anni la nonna non era più in grado di lavorare allora si trasferì nell'Ospizio dei Poveri dove Vasco andava a trovarla spesso, le parlava nel parlatorio, una stanza buia al pianterreno. La nonna era ancora in buona salute, ma un po' incerta sulle gambe, indossava una divisa: una veste di panno grigio e un grembiule nero stretto ai fianchi, era sempre pulita ed in ordine, faceva il bagno una volta la settimana: Vasco le faceva sempre i complimenti per la sua eleganza e lei gli accarezzava le mani dolcemente, gli sistemava il maglione " con un gesto trepido di madre, d'innamorata ". La gioia più grande la nonna la provò quando entrambi i suoi nipoti le dissero che a Pasqua l'avrebbero portata a pranzo in una trattoria. Dapprima rifiutò l'invito ma poi, baciandoli dolcemente sulla fronte, accettò. Quel giorno fu speciale: si tolse la divisa dell'Ospizio e si " mise in ghingheri ", il suo volto esprimeva gioia e commozione, era felice di poter " godersi " i suoi nipoti. Per tutto il pranzo Vasco ed il fratello continuarono a farle domande sulla loro madre e lei, con la solita calma e tranquillità rispondeva loro. Verso sera la riaccompagnarono all'Ospizio, Vasco era felice ed orgoglioso di tenerla al braccio ed ora non provava più vergogna nel vederla con indosso gli abiti " da carcerata " dell'Ospizio. Via via che si avvicinavo all'Ospizio, la felicità dell'autore si tramutava in malinconia perché sapeva che la nonna non tornava volentieri lì, purtroppo però non c'erano alternative. Nell'inverno del 1947 la nonna morì. Vasco e Dante fecero appena in tempo a vederla ancora viva in un momento di delirio. L'autore, non vedendo più sul suo volto