Intervista a Giuseppe Verdi

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La vita di Giuseppe Verdi e intervista immaginaria all'artista (2 pagine formato doc)

GIUSEPPE VERDI: VITA E OPERE

Intervista a Giuseppe Verdi.

In questa intervista andremo ad esporre la vita di un noto personaggio nell’ambito della musica classica: Giuseppe Verdi.
Nato a Roncole di Busseto il 10 ottobre 1813 e figlio di modestissimi bottegai, Giuseppe iniziò gli studi alla prematura età di sette anni pur aiutando i genitori nella bottega di famiglia. Più tardi, dopo aver frequentato il Ginnasio, sposa la figlia di Antonio Barezzi, Margherita, con la quale avrà due figli.
Questo matrimonio però finirà poco dopo in tragedia, in quanto i figli e la moglie muoiono improvvisamente. Il nostro autore, oltre che alla musica si interessa anche di politica, è amico di Cavour, e ricopre la carica di deputato per quattro anni. Ma ora vediamo più da vicino la vita di questo grande autore, facendo domande dettagliate che ci facciano capire più aspetti sul suo conto.

Opere di Giuseppe Verdi

GIUSEPPE VERDI: INTERVISTA IMMAGINARIA

Quando è nata in lei la passione per la musica?
Beh, per quanto mi ricordo ho sempre avuto una passione per la musica, fin da piccino.
E chi è stata la persona che ha incentivato questo suo interesse?
Uhm… forse più di tutti Antonio Barezzi.
Che ruolo ha avuto ?
Mi ha aiutato finanziariamente a proseguire gli studi. Grazie a lui mio padre mi iscrisse al Ginnasio di Busseto. Mi permise anche di frequentare assiduamente il teatro della Scala di Milano per poter assistere agli spettacoli.
Legata a questo personaggio c’è anche la figlia Margherita: cosa ricorda di lei?
Fu la mia prima moglie da cui ho avuto due figli, Virginia e Icilio morti poco prima di lei. Margherita l’ho amata molto, ma a lei è legato, purtroppo, un periodo molto triste della mia vita.
Dopo Margherita ha avuto altre donne?
Sì, Giuseppina Strepponi, la famosa soprano.
Ci racconti un po’ di lei…
L’ho conosciuta quando interpretò l’opera “Oberto conte di San Bonifacio”. Era una donna vivace, estroversa, colta e dotata di una grandissima voce da soprano. Nel 1859 ci siamo sposati segretamente in una chiesetta poco distante da Ginevra e più tardi abbiamo adottato la piccola Filomena, figlia di mio cugino.
Giuseppina ci ha recentemente dichiarato che nell’intimità la chiamava “Mio caro mago”… a cosa si riferiva?!
No comment!!
Siamo inoltre venuti a conoscenza che durante il matrimonio con lei ha avuto una relazione con Giovanna di Guzman. È vero?
… a dire il vero… Giovanna di Guzman è una mia opera (sorride).
Allora, se non siamo troppo indiscreti, chi era la sua amante?
Ma come fate ad avere queste informazioni?! Comunque la causa di una crisi quasi definitiva con Peppina è stata Teresa Stolz, e durante i dieci anni trascorsi insieme a lei ho scritto l’Aida e gliel’ho dedicata. Finita la passione sono tornato con mia moglie che è stata la vera donna della mia vita. Possiamo cambiare genere di domande?!
Va bene, come lei desidera. Passiamo allora alla sua vita politica. Vivendo nel periodo dell’unificazione italiana, Lei cosa ne pensa?
Sono favorevole, e per questo mi sono candidato a deputato e sono stato eletto nel 1861. E’ grazie a Camillo Benso conte di Cavour che ho accettato di entrare in politica.
Ora ci parli un po’ dei maestri che l’hanno incitata e aiutata nella sua carriera.
Il mio primo maestro fu Ferdinando Provesi, direttore della scuola musicale di Busseto. Egli mi fornì un approfondita istruzione musicale. Alla sua morte cercai di succedergli ma mi fu preferito senza concorso Giovanni Ferrari. Comunque, nel 1836, ebbi la mia rivincita e divenni maestro di cappella del comune di Busseto.
Importante fu anche l’aiuto di Vincenzo Lavigna, maestro al cembalo della Scala. Ricordo che mi fece suonare come maestro al cembalo durante le prove di un’orchestra di dilettanti.
E per quanto riguarda l’impresario Bartolomeo Merelli cosa può dire?
Mi diede l’incarico di comporre una prima opera per il teatro della Scala di Milano nel 1837 alla quale seguirono altre opere importanti come “Oberto conte di San Bonifacio” e il “Nabucco”.