Messa in parallelo di due alternatori

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Relazione sulle manovre da seguire per mettere in parallelo 2 alternatori sincroni trifase e ripartire poi il loro carico. (file .doc, 5 pag) (0 pagine formato doc)

TITOLO:Accoppiamento in parallelo degli alternatori TITOLO: Accoppiamento in parallelo degli alternatori.
L'accoppiamento in parallelo di più alternatori consiste nel farli funzionare alla stessa tensione e frequenza, con i morsetti corrispondenti ad essi direttamente collegati a un sistema di sbarre dalle quali si dipartono le linee che convogliano la somma delle potenze erogate dalle singole macchine. La necessità dell'accoppiamento in parallelo si presenta tutte le volte che la potenza richiesta dalla rete di utilizzazione supera la potenza che può essere fornita da un solo alternatore. 1 2 3 Con riferimento ad una centrale trifase, i circuiti elettrici per l'accoppiamento in parallelo possono essere predisposti come è indicato nella figura in cui le sbarre di partenza della linea sono già mantenute in tensione dall'alternatore A1.
Su queste sbarre si vuole mettere in parallelo l'alternatore A2 che è ancora fermo (interruttore Im aperto). Una condizione indispensabile per la regolarità della manovra è che questa si compia senza alcuno scambio di corrente fra la nuova macchina e le sbarre all'atto della chiusura dell'interruttore. Per far si che anche la tensione Eo generata a vuoto dalla macchina sia uguale alla tensione V di linea, prima di chiudere l'interruttore Im è necessario avviare e regolare l'alternatore in modo da fargli produrre una tensione ai morsetti, e cioè una f.e.m. a vuoto Eo, vettorialmente identica alla tensione V esistente tra le sbarre. Vettorialmente identica perché l'identità fra le due tensioni non deve limitarsi all'eguaglianza fra i rispettivi valori efficaci segnati dai voltmetri, ma richiede l'eguaglianza di tutti i valori istantanei, ed è pertanto necessario che l'alternatore A2 venga preventivamente regolato in modo che la sua f.e.m. Eo abbia a presentare lo stesso valore efficace e la stessa frequenza della tensione V esistente fra le sbarre, e che si trovi inoltre rispetto a questa in esatta concordanza di fase. Il verificarsi di questa precisa condizione viene controllata per mezzo di opportuni strumenti denominati appunto indicatori di sincronismo. I più semplici indicatori possono essere rappresentati da dei voltmetri e da delle lampadine derivate a cavallo dell'interruttore Im che deve allacciare il nuovo alternatore alle sbarre. Prima della chiusura di questo interruttore, ai morsetti degli indicatori viene ad agire una tensione che è uguale in ciascun istante alla differenza fra i valori istantanei contemporanei delle due tensioni che esistono rispettivamente fra le sbarre e fra i morsetti dell'alternatore A2. Quando le due tensioni sono identiche si ha costantemente che il voltmetro di sincronismo rimane a 0, mentre le lampadine rimangono permanentemente spente. In base alla considerazioni sopra indicate vediamo ora come procedere per la manovra di parallelo. Si comincia ad avviare l'alternatore A2 con l'interruttore Im aperto, regolandone la velocità corrispondente alla frequenza dell'impianto. Dopo di