Narciso,bello e impossibile

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Il mito di Narciso diventa quasi secondario perchè si fa soprattutto un'analisi della personalità. ( 1 pag - formato word) (0 pagine formato doc)

Appunti di Epica- Appunti di Epica- “Narciso, bello e impossibile” Narciso era il ragazzo più bello e desiderato della Terra, ma a lui bastava se stesso.
Persino la povera Eco si era innamorata di lui, ed è stata la sua rovina: infatti, in lei sono rimasti solo gli ultimi sospiri di questo bellissimo ragazzo… Infatti, Narciso muore nel tranello della propria immagine, irraggiungibile, riflessa in un laghetto: lui vorrebbe raggiungerla, ma è impossibile, e con una pugnalata al cuore si uccide. Aveva una dote straordinaria, e per questo è rimasto solo. La solitudine arriva spesso a chi, anche per qualcosa di straordinario, è diverso dagli altri: e lui era il più bello.
Non riusciva a comunicare, gli altri non erano come lui, e così cercava qualcuno che gli fosse simile. Per questo c'è un'altra interpretazione del mito: lui si sarebbe ucciso per raggiungere la sua sorella gemella. Si racconta, infatti, che avesse una sorella, morta da bambina per qualche strano malanno, a cui voleva molto bene, (non si era mai rassegnato alla sua morte) e che gli era in tutto e per tutto simile. Così lui, vedendo quell'immagine riflessa sull'acqua, e compreso il fatto che il ragazzo non conosceva il suo volto ma solo quello della ragazza, cercò di raggiungerla e non essendo possibile, si uccise per il dolore. Lei era l'unica che poteva capirlo, perché gli era simile, e perciò non l'avrebbe reso l'unico possessore di quella sua stupenda bellezza. Si pensa però esclusivamente al suicidio, perché si parla di Narcisismo, e cioè una totale stima di sé. Il narcisista prova amore solo per se stesso, autocompiacendosi delle sue qualità esteriori e perdendo quindi il rapporto e il controllo della realtà e di sé. Ha provato dolore nello specchiarsi in quell'acqua, non potendo raggiungere quel volto così bello e candido; non ha provato quel dolore fino a che non ha conosciuto se stesso, il suo volto, la sua anima. Perciò chi ha delle doti così straordinarie non dovrebbe saperlo, perché fa soffrire. Lui ha sofferto per amore di quell'immagine, altri soffrono perché si sentono diversi. Eppure essere diversi non significa avere delle qualità così belle….Tutti vorrebbero averne una, però quando ce l'hanno soffrono, e allora è meglio essere “normali”, essere uguali al “gregge di pecore”, altrimenti si prova dolore e tristezza, ci si sente esclusi dal gruppo. Però non si può fare a meno di desiderarle, anche se fanno del male, perché attirano: tutti in fondo vorrebbero essere speciali in qualche modo, tutti vorrebbero essere diversi in meglio, ma poi non le si vuole più per gli stessi motivi. Narciso non voleva delle qualità straordinarie, le aveva già….Eppure è morto proprio per questo! Se non si fosse conosciuto, non avrebbe sofferto, ma non avrebbe neanche mai visto il suo volto…E allora, cosa bisogna fare? Conoscersi per poi soffrire o restare perfetti sconosciuti di se stessi per tutta la vita?