Le origini della religione cristiana: riassunto

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Origini e caratteristiche del cristianesimo, la religione rivelata da Gesù di Nazareth (2 pagine formato doc)

ORIGINI DELLA RELIGIONE CRISTIANA

Delinea le caratteristiche fondamentali della religione cristiana.

Il cristianesimo è la religione rivelata da Gesù di Nazareth. “Cristo” che è la traduzione greca della parola ebraica “messia”, che vuol dire “unto”. La religione di Gesù si presentava come lo sviluppo della religione giudaica; Gesù si diceva il Messia atteso dagli Ebrei, inviato da Dio non per abolire ma per completare l'opera di Mosè e dei profeti.
La novità del messaggio di Gesù fu tale, tuttavia, da soppiantare coi suoi princìpi morali e religiosi molte delle dottrine precedenti, sì da imprimere un nuovo indirizzo al corso della civiltà, che tuttora può dirsi cristiana. Da questo punto di vista, la religione giudaica fu una preparazione lenta e progressiva alla venuta di Gesù, annunciato dalla fede di Abramo e dalla legge di Mosè, e del quale i profeti avevano delineato in precedenza il duplice aspetto, umiliato e glorioso. La religione cristiana continua l'opera di Gesù fino alla fine dei secoli, applicando secondo le circostanze il suo messaggio.

Nascita e diffusione del cristianesimo nell'impero romano

FONDATORE DEL CRISTIANESIMO

Il cristianesimo si ispira a Gesù, ritenendo il suo passaggio terreno il più grande avvenimento della storia, e si conforma al suo insegnamento che, mentre annunciava la venuta del regno di Dio, predicava la conversione dei cuori all'amore per il prossimo, identificato con l'amore per Iddio.
Unico tra i fondatori di religioni, Gesù è insieme un essere umano soggetto alla storia e un essere divino e trascendente che, quale Figlio unigenito di Dio Padre, può affermare di esercitarne sovranamente i poteri. Dopo il sacrificio della croce, patito per riscattare l'umanità dal peccato, il suo messaggio, per opera degli apostoli, e soprattutto di san Paolo, varcò i confini del mondo giudaico e si fece universale.

IL CRISTIANESIMO NELL'IMPERO ROMANO

La forza della nuova religione consistette nel proporre l'idea di uno slancio continuo verso il meglio, con la coscienza dell'inadeguatezza dei risultati di volta in volta raggiunti: il cristianesimo sostituiva all'ideale greco e romano del saggio quello dell'uomo perennemente teso verso una perfezione apparentemente irraggiungibile di questo mondo. La virtù per eccellenza è la carità, atto d'amore verso le creature, che è atto d'amore verso il Creatore stesso, il quale non in questo mondo elargirà i premi ai buoni e le pene ai malvagi. E la carità deve esercitarsi verso ogni uomo, senza distinzione di stirpi e di categorie sociali; di qui venne il fermento di concezioni radicalmente nuove, quali la condanna della schiavitù e il rifiuto dei piaceri della carne, per cercare in tutto, anche nell'amore, i valori spirituali.

RELIGIONE CRISTIANA: DIFFUSIONE

Nonostante l'ostilità del giudaismo di Gerusalemme e del paganesimo della Roma imperiale, il cristianesimo ebbe rapida diffusione. La causa del suo successo fu, con l'inquietudine delle coscienze, la sublimità della sua dottrina, che rispondeva alle angosce insopprimibili dell'uomo, rivelandogli il senso della vita e della morte, la felicità dei buoni e il castigo dei cattivi, il mistero della vita divina, e l'amore infinito di Dio per l'uomo. A differenza delle altre religioni, il cristianesimo, con la Grazia di Gesù, dava all'uomo peccatore il mezzo di compiere i doveri di giustizia e d'amore che gli erano imposti. Il cristianesimo, inoltre, spezzando l'antico ordine sociale, fece cadere le barriere tra le razze, le classi e i popoli.
Dall'idea dell'uguaglianza degli uomini davanti al Padre che è nei Cieli derivarono lentamente mutamenti radicali. Gli esseri sino allora disprezzati, talvolta oppressi, furono l'oggetto della predilezione del cristianesimo.