La società e i mass media: tesina di maturità

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Tesina di maturità sulla società e i mass media che tratta i seguenti argomenti: l'industria culturale e la cultura di massa, la radio e la televisione, "la naissance du cinema", gli intellettuali e la società di massa, sistemi totalitari, la propaganda nazista in tedesco, il consenso, il fascismo e Mussolini, il web (www) e la globalizzazione (15 pagine formato doc)

LA SOCIETA' E I MASS MEDIA: TESINA MATURITA'

I mass media.

I mass media sono il fenomeno più vistoso della produzione e della trasmissione della cultura della nostra epoca. Per mass media, o mezzi di comunicazione di massa, si intendono gli strumenti la cui tecnologia permette una diffusione delle notizie e della cultura estremamente più dilatata che in qualsiasi altra epoca della storia. Da un lato quindi tutti gli strumenti tecnologici come la radio, il cinema, la televisione; dall’altro anche linguaggi o canali di comunicazione che si appoggiano a tecnologie antiche come la stampa ma che, per mezzo di innovazioni tecniche e soprattutto per la grande rivoluzione nei meccanismi della distribuzione culturale avvenuta agli inizi del Ventesimo secolo, si sono imposti nel panorama delle moderne comunicazioni: è il caso della stampa a grande diffusione come i giornali, i libri pocket o i fumetti.
Tuttavia i mezzi di comunicazione di massa in sé sarebbero inconcepibili se non si comprendesse nel loro studio ciò che li produce, l’industria culturale, e ciò che essi producono, la cultura di massa.

I mezzi di comunicazione nella storia: tesina di maturità

INFLUENZA DEI MASS MEDIA: TESINA

Il fenomeno si può inquadrare nel periodo compreso tra la fine degli anni Venti e la seconda guerra mondiale, nei paesi più industrializzati, dove fecero quasi simultaneamente la loro comparsa molti nuovi strumenti destinati all’informazione e al divertimento: dalla radiodiffusione al cinema sonoro, dalla stampa al libro tascabile. Nasceva un’espressione destinata a larga e duratura fortuna: mass media, in italiano mezzi di comunicazione di massa. La più importante e inquietante caratteristica dei nuovi strumenti stava proprio nel loro essere “di massa”, nel fatto cioè che essi si rivolgevano ad un pubblico quantitativamente enorme e qualitativamente indifferenziato e anonimo. La “massa” era una nuova misteriosa entità che prescindeva da differenze di ceto, di distruzione o d’opinione.

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ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DEI MASS MEDIA

L’industria cultura e la cultura di massa. La nozione di “industria culturale” nacque come espressione polemica dal titolo di un saggio di Horkheimer-Adorno contenuto in Dialettica dell’Illuminismo, nel secondo dopoguerra. Sempre più si va affermando una cultura definita “seriale”, dal fatto che essa viene diffusa e commercializzata da grandi apparati tecnico-organizzativi, che adottano procedure “di serie” non dissimili da quelle caratteristiche della grande industria. È un fenomeno apparentemente paradossale, se si pensa che proprio la concezione moderna della cultura è fondata sull’ideale dell’originalità. La polemica va nei confronti del processo di degradazione cui la cosiddetta alta cultura si sottopone entrando nei circuiti della comunicazione di massa, diventando un prodotto come gli altri, il cui valore tende inevitabilmente al basso e alle leggi del mercato.

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INDUSTRIA CULTURALE: DEFINIZIONE

Con l’espressione industria culturale si designa dunque un’organizzazione produttiva e distributiva di un particolare tipo di cultura, detta "cultura di massa", sviluppatasi nella società industriale. L’industria culturale comprende le case editrici, la televisione e ogni altro strumento di comunicazione. Il suo scopo è quello di fornire la più ampia informazione sui più svariati argomenti, capaci di suscitare l’interesse di ognuno. Caratteristiche della cultura di massa sono l’eclettismo, la semplicità del linguaggio, la semplificazione degli argomenti proposti, l’universalizzazione dei temi. Tutto ciò contribuisce a formare un livello medio di pubblico e di cultura. Il pubblico delle cultura di massa è per lo più passivo e non brilla per spirito critico. Da ciò consegue il conformismo che non è altro se non l’accettazione passiva, acritica e consuetudinaria delle idee e delle norme di comportamento della maggioranza. L’individuo adotta così il tipo di personalità che gli viene offerto dai modelli culturali. È chiaro che in queste condizioni il condizionamento a cui il popolo e sottoposto e molto accentuato.  La “seconda rivoluzione industriale” trasformò anche le forme e i tempi di produzione culturale.