Standard urbanistici

Appunto inviato da iannabetta
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Appunto sulgi indici introdotti dalla legge 1967 n° 765 (legge ponte)che si esprimono attraverso un rapporto e servono per limitare le modifiche o la costruzione su un territorio. (file.doc, 3 pag) (0 pagine formato doc)

Untitled Standard urbanistici Definizione: Sono degli indici che si esprimono attraverso un rapporto e servono per limitare le modifiche o la costruzione su un territorio.
E' stato introdotto dalla legge 1967 n° 765 (legge ponte). Detti standard si dividono in: generali e speciali. Entrambe le categorie limitano il potere del proprietario di costruire o modificare la sua proprietà. Gli standard urbanistici generali sono validi su tutto il territorio nazionale, sono stabiliti dalla legge e sono di tre tipi: Per Comuni non dotati di P.R.G. o di programma di fabbricazione per Comuni dotati di P.R.G. o di programma di fabbricazione per piani particolareggiati Per i Comuni dotati di P.R.G.
o di programma di fabbricazione gli standard urbanistici stabiliscono limitazioni di volume (non può superare i tre mc/mq di area edificabile) e l'altezza (non può essere superiore ai 25 m). Per i Comuni senza P.R.G. o programma di fabbricazione gli standard urbanistici prevedono tre tipi di aree: i centri storici nel quale possono essere fatti solo interventi di restauro e consolidamento per le zone di edilizia a scopo residenziale che si divide a sua volta in: centro abitato, e restante territorio comunale. Queste zone sono soggette a limitazioni di: altezza (ogni edificio non può essere superiore alla larghezza degli spazi pubblici o privati su cui si prospetta), volume (deve essere 1,15 mc/mq nel centro abitato e 0,10 mc/mq nelle altre zone), il numero di piani (non deve essere superiore a tre) e la distanza (che deve essere maggiore o uguale all'altezza di ciascun fronte dell'edificio). le zone per insediamenti produttivi che hanno una sola limitazione; le superfici coperte non devono superare 1/3 dell'area di proprietà Gli standard urbanistici speciali sono differenziati a seconda del tipo di zona in cui è suddiviso il territorio e sono stabiliti con decreto del Ministro dei LL.PP. n° 1444/68. Essi sono stabiliti per zone territoriali tipiche, stabiliscono limiti inderogabili secondo quattro parametri: altezza, distanza tra fabbricati, rapporti massimi, densità edilizia. ESEMPIO: Per gli insediamenti residenziali gli spazi pubblici e le attrezzature di pubblico interesse devono essere ogni 18 mq/ab. con un volume di 80 mc/ab Le zone “E” hanno per la costruzione di abitazioni If =0,03mc/mq Le zone “C” e “D” devono avere distanze tra pareti comunque finestrate maggiore o uguali a 10m Nelle zone “A” la densità edilizia deve essere del 50%. Massima densità media 5mc/mq Nelle zone “D” le aree verdi devono essere il 10% o maggiore della superficie del lotto I parcheggi per nuove costruzioni (legge Tognoli) devono essere non inferiore a 1mq/10 mc Sempre gli standard urbanistici speciali stabiliscono che le costruzioni devono essere minimo 5 m dal ciglio stradale o non inferiore alla metà della larghezza stradale. Le strade sono state classificate in quattro categorie con relative distanze di costruzione: au