Traiano

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Piccola ricerca su Marco Ulpio Traiano, l'imperatore romano che conquistò la Dacia e la Mesopotamia portando l'impero alla sua massima estensione. (file. doc. 1 pag) (0 pagine formato doc)

Marco Ulpio Traiano (53 - 117 d Marco Ulpio Traiano (53 - 117 d.C.), imperatore romano (98-117); conquistò la Dacia e la Mesopotamia portando l'impero alla sua massima estensione.
Di origine iberica, si arruolò nell'esercito romano, prendendo parte alle campagne di Spagna, Siria e Germania sotto gli imperatori Tito e Domiziano. Nel 91 ottenne la carica di console e nel 97 l'imperatore Nerva lo adottò designandolo alla successione. Quando Nerva morì (98), Traiano era impegnato in una missione di ispezione dei confini germanici, ma il suo prestigio era tale che il suo diritto alla successione non venne messo in discussione. Rientrò a Roma dopo un anno e mezzo e assunse numerose iniziative volte a migliorare le condizioni di vita dei cittadini.
Varò importanti riforme amministrative e sociali, costruì grandiose opere pubbliche, fra cui nuove vie di comunicazione, canali e ponti; l'antica via Appia venne consolidata e furono parzialmente bonificate le paludi pontine. Venne realizzato il porto a Centum Cellae (l'attuale Civitavecchia) e si fondarono numerose città in varie parti dell'impero. Nel 101 condusse la prima campagna contro i daci nell'Europa sudorientale: dopo una guerra lunga e cruenta, nel 106 l'esercito romano ottenne la vittoria e annetté all'impero la Dacia come nuova provincia. La conquista venne celebrata a Roma con feste, giochi e spettacoli che si protrassero per quattro mesi, e per l'occasione venne eretta nel Foro romano la celebre Colonna Traiana. Tra il 106 e il 116 l'imperatore intraprese la guerra contro i parti: sbarcato in Siria, creò due nuove province in Armenia e nella Mesopotamia del nord; occupò Ctesifonte, capitale della Partia, sul fiume Tigri, e si spinse fino al golfo Persico. Approfittando della sua lontananza, le popolazioni appena conquistate insorsero: Traiano, già debole di salute, decise di rientrare in Italia, ma morì prima di giungervi. Gli succedette il cugino Adriano.