Le nebulose: riassunto

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Analisi e descrizione delle nebulose: le nebulose luminose e oscure, le nebulose a emissione, le nebulose a riflessione, la nebulosa di Orione e la nebulosa Aquila, la nebulosa delle Pleiadi e le nebulose planetarie. Riassunto sulle nebulose (5 pagine formato doc)

LE NEBULOSE: RIASSUNTO

I primi astronomi che scrutarono il cielo chiamarono nebulose le nubi debolmente luminose, e a margini non ben definiti, che si osservavano in cielo (alcune erano in realtà galassie non ancora risolte a causa del basso potere dello strumento utilizzato…).
Le nebulose sono ammassi di polveri e gas cosmici che si trovano nello spazio interstellare e il loro nome deriva dal latino nebula, che significa “nube”.

Gran parte delle nebulose è illuminata dalla luce delle stelle situate al loro interno però alcune non sono per niente illuminate ed è possibile osservarle solo quando intercettano la luce di stelle più lontane.
Le nebulose sono fra gli oggetti più belli del cielo e la prima nebulosa che fu catalogata nel catalogo di Messier fu la M1 o nebulosa del Granchio.
Oggi le nebulose vengono catalogate con la sigla NGC che significa “New General Catalogue of Nebulae and Clusters of Stars”. Questo catalogo fu compilato dall’astronomo olandese J.L.E.Dreyer (1852-1926).

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NEBULOSE OSCURE E LUMINOSE

Le nebulose possono essere distinte essenzialmente in due grandi gruppi:
nebulose luminose;
nebulose oscure.

Nebulose luminose

Le nebulose luminose possono essere distinte in quattro gruppi:
- nebulose a emissione;
- nebulose a riflessione;
- nebulose planetarie;
- nebulose da supernova.

NEBULOSE PLANETARIE

1. Nebulose a emissione – Nebulose a riflessione. I gas che formano queste nebulose non sono luminosi di per se stessi, ma vengono resi tali da una o più stelle situate nelle immediate vicinanze che li illuminano direttamente (nebulose a riflessione) o li eccitano (nebulose a emissione), provocando fenomeni di luminosità analoghi a quelli che si ottengono nei tubi ad emissione.
Quando la nebulosa emette luce in seguito ad eccitazione (nebulose a emissione), l’emissione avviene soltanto in corrispondenza di determinate righe (per esempio Hα – Hβ dell’idrogeno e le righe dell’ossigeno ionizzato). In tal caso, dato che l’emissione predominante è quella in corrispondenza di Hα, la nebulosa appare soprattutto rossa. Se poi nelle diverse regioni viene emessa luce in corrispondenza di righe diverse, la nebulosa apparirà di colori diversi.
Quando una nebulosa viene illuminata dalla stella stessa (nebulosa a riflessione) la sua luce ha lo stesso colore della stella illuminante e gli spettri della nebulosa e della stella sono uguali.
Le differenze tra i tipi di nebulose sono dovuti alle differenze delle stelle che illuminano. Se nelle vicinanze della nebulosa è presente una stella ad alta T, capace di eccitare i gas della nebulosa, la nebulosa sarà ad emissione, se la stella è a bassa T, la luce ha poca energia e si limiterà ad illuminare la nebulosa per sola riflessione. Si può avere riflessione anche quando la nebulosa è composta da una certa quantità di pulviscolo.

NEBULOSE DI ORIONE E NEBULOSA AQUILA

Nebulosa di Orione e Nebulosa Aquila (Nebulose a emissione). M42, distante circa 1500 al, è la grande Nebulosa di Orione, forse l'oggetto più conosciuto, più osservato, più studiato di tutto il cielo: si lascia rintracciare con facilità, a lato della debole Via Lattea invernale, all'interno della costellazione di Orione; le notti invernali portano alta all'orizzonte questa splendida nebulosa che è visibile anche da un piccolo cercatore. Per trovarla con uno strumento si parte da Alnilam che è la stella al centro delle tre brillanti che formano la Cintura di Orione e si scende solo in declinazione di 5°: è difficile da confondere con una stella anche se si osserva da cieli cittadini.

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