La sociologia delle emozioni e dei sentimenti

Appunto inviato da kiacarnival
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Riassunto dell'opera di Bernardo Cattarinussi. (4 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

LA SOCIOLOGIA DELLE EMOZIONI E DEI SENTIMENTI LA SOCIOLOGIA DELLE EMOZIONI E DEI SENTIMENTI Definizione La differenza tra passioni, sentimenti, stati d'animo, emozioni sono sfumate.
Il termine passione si configura come una tensione violenta e di una certa durata. A differenza dell' emozione, passeggera, la passione è cronica, acuta, complessa, che polarizza l'attenzione attorno ad un unico oggetto. L'idea di passione indica un cambiamento che subisce l'individuo (si è sopraffatti dal dolore, travolti dall'amare, ecc.); spesso si è usata la simbologia del fuoco (passione ardente, vecchia fiamma, ecc.). Gli stati d'animo sono definiti come sentimenti o emozioni di intensità bassa e durata relativamente lunga.
I sentimenti sono più durevoli delle emozioni. Emozioni e sentimenti sono contigui; tuttavia l'emozione si distingue per la sua caratteristica di breve durata e maggiore intensità. Gordon distingue l'emozione, basata su un'attivazione fisiologica, dal sentimento, definito come un insieme di sensazioni fisiche, gesti e significati culturali. Le emozioni, secondo Gordon, si trasformano in sentimento attraverso tre processi: la differenziazione, che elabora l'emozione in moduli complessi e sfumati; la socializzazione, che implica processi sociali, del tipo ricompensa e punizione, e l'adozione di modelli dati dai membri della società; il controllo, che mantiene le emozioni in linea con le prescrizioni sociali.Secondo la Izard l'emozione è un processo che comprende aspetti neurofisiologici, espressivo-motori, e fenomenologici. Per lo psicologo olandese Frijda le emozioni, che hanno una base biologica, sono influenzate da fattori cognitivi come le norme, i valori e l'autoconsapevolezza. Per Plutchik le emozioni si innescano al verificarsi di eventi rilevanti rispetto ai normali bisogni e alle preferenze dell'organismo. Secondo Leventhal l'emozione è il risultato di un sistema di elaborazione che si sviluppa in tre fasi: una fase di ricezione e codifica dell'informazione; una fase di progettazione, in cui si esegue un piano di azione adattiva; una fase di valutazione dei risultati di questo sforzo di adattamento. Le emozioni vengono considerate patologiche in quattro condizioni: quando sono eccessive e persistenti; quando sono assenti o troppo limitate; quando forti emozioni sono in conflitto; quando vi sono di sconnessioni fra elementi della catena emozionale quali cognizioni, sensazioni, fisiologia e comportamento. Le passioni nella tradizione filosofica Nell'antichità le passioni quasi sempre sono state condannate come elementi disturbanti. I filosofi definivano le emozioni come “passioni”. Platone definisce le passioni come “malattia dell'anima”. Tra queste forze interne (così venivano intese le passioni) il soggetto cerca un equilibrio che è sempre precario e instabile, e costituiscono una continua minaccia alla costruzione armonica del soggetto se non guidate e indirizzate verso fini razionali e moralmente validi. Nel