Lo sviluppo rurale: sintesi

Appunto inviato da sandrauselli
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sintesi di alcune parti del manuale "Lo sviluppo rurale" di Benedetto Meloni: Identità e sviluppo locale; Zone interne e sviluppo locale; Politiche agricole e governance; Agricoltura di qualità e sviluppo rurale; Vino e territorio: produzione, comunicazione, consumo per una politica di qualità (7 pagine formato doc)

Lo sviluppo rurale: sintesi - Una generazione intera si è formata all'idea che la chiusura delle terre a metà ‘800 abbia costituito l'origine della questione sarda.
La gestione delle terre comunali è stata sempre caratterizzata poco dall'egualitarismo e da parità di condizione. Le terre comunali sono un bene d'uso comune su cui tutti hanno diritto d'uso e accesso; di fatto però l'uso di alcuni riduce la possibilità che vengano utilizzate da altri.

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- La Barbagia pastorale sarebbe simbolo di una resistenza all'integrazione con la modernità.
Esiste un tipo ideale di modernizzazione, quello legato al progresso industriale e tecnologico, all'urbanesimo, al libero mercato, a quel processo di individualizzazione che richiede il distacco, il venir meno della dimensione e delle funzioni locali.
I modernizzatori vedono nel pastore sardo un simbolo di arretratezza economica e sociale. L'idea di una società arcaica tutta ancorata ad una tradizione che non svanisce, costituisce una forma di autorappresentazione.

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- Weber introduce 2 tipi di tradizione: meccanica e cognitiva. Essa è concepita in modo meccanico trasmessa in modo adattivo con contenuti acquisiti senza alcuna elaborazione. Nell'approccio allo sviluppo locale è un'elaborazione dotata di senso cognitivo. La tradizione meccanica è connessa ai fenomeni di resistenza, di adattamento passivo, all'uso manipolativo delle opportunità della modernizzazione per scopi personali; quella cognitiva favorisce la formazione di nuove identità.

- La valorizzazione delle risorse del territorio passa attraverso il loro riconoscimento da parte delle popolazioni locali fino ad arrivare alla rivitalizzazione materiale al rilancio simbolico di un'area, alla creazione di un'identità condivisa.

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Le società locali sono luogo di interconnessione perché la dimensione piccola e la scala ridotta permettono di cogliere
il rapporto tra mondo esterno e tra mondo interno, fra fattori endogeni es esogeni. La valenza della dimensione locale è da individuare nella possibilità di cogliere come alcuni fatti che si verificano a livello locale riflettano fenomeni di carattere generale senza perdere la loro specificità. Le comunità locali erano costituite da uno spazio urbano definito e quasi sacralizzato e da una popolazione stabile con scelte matrimoniali fortemente endogamiche. Erano società piccole all'interno delle quali si svolgevano gran parte delle funzioni: abitare, lavorare, essere famiglia, educare, praticare la religione. Un territorio delimitato, circoscrivibile socialmente sia dall'interno che dall'esterno.