Prima Repubblica Italiana: riassunto

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Riassunto di storia contemporanea sulla nascita e sulla crisi della Prima Repubblica Italiana (13 pagine formato doc)

PRIMA REPUBBLICA ITALIANA: RIASSUNTO

- Il 2 giugno 1946, con 11 milioni di voti a favore contro i circa 13 per la Repubblica, termina il Regno Sabaudo iniziato nel 1861, quando il primo Parlamento incoronò Vittorio Emanuele II re d’Italia
- La volontà di rinnovare le istituzioni, nonostante i tanti timori per il futuro, marca una rottura netta con il passato; ma per il resto, società ed economia, costumi e valori restano ancora a lungo quelli di sempre.
- È la DC, votata da milioni di cittadini in quanto massima garanzia del nuovo ordine, ad essere determinante per la vittoria repubblicana.

All’interno della stessa DC non ci sono più solo cattolici conservatori, ma, a partire dal 1946, prevalgono alla guida del partito gli innovatori.
- Tra i leader delle forze antifasciste c’è un accordo di fondo per ricostruire una nuova Italia che marchi una rottura della continuità non solo con lo Stato fascista, ma anche col Regno Sabaudo dell’epoca prefascista.
- Entrambe queste forme di governo avevano poggiato su una società debole, priva di un comune sentimento nazionale.
Questo veniva infatti imposto dall’alto ed enfatizzato con miti e rituali, ma non riusciva a tradursi in una profonda convinzione interiore.
- Base stessa per la nascita della Repubblica doveva invece essere una nazione compiuta non solo esternamente, ma anche all’interno di ogni singolo cittadino
- Questa idea finisce però con l’essere associata al concetto di partito-Stato in cui la maturazione di una coscienza nazionale si ottiene solo per riflesso, per il fatto di aderire ad un partito nazionale.
- Il concetto di Stato rimane ancora estraneo alla maggior parte degli italiani
- La patria è il partito; è il partito a definirsi italiano e ad imprimere questo aggettivo sul popolo socialista, comunista e cattolico.
- In questo senso è logico che, sul finire degli anni ’80, con il declino dei partiti, entri in crisi anche il concetto di appartenenza allo Stato-nazione (fine della “Prima Repubblica”)
- La decadenza dei partiti era insita già nel concetto stesso di partito di massa, nell’idea che le masse entrassero a far parte dello Stato
- La società cambiava, maturava la certezza dei propri diritti; le grandi ideologie declinavano, si andava incontro ad un processo di omologazione culturale che unificava gli italiana ma che contemporaneamente metteva in discussione le caratteristiche ideologiche dei grandi partiti.

Dal miracolo economico alla crisi della Prima Repubblica italiana: riassunto

CRISI DELLA PRIMA REPUBBLICA ITALIANA: RIASSUNTO

- La profonda crisi in atto fa affiorare anche ritardi ingiustificabili, sacche di arretratezza e incultura che si contrappongono ai traguardi raggiunti dall’Italia, moderno Stato europeo, tra i primi 10 più industrializzati del mondo
- Oggi si vive una fase difficile e confusa come tutti i periodi storici di transizione in cui vengono messi in discussione principi, valori e regole del passato e si cerca di costruirne di nuovi.

Nascita della Repubblica Italiana: riassunto

LA PRIMA REPUBBLICA DELLA STORIA

1. LE MACERIE - IL VOTO DEL 2 GIUGNO 1946
- Nonostante la distruzione totale, sia morale che materiale, che fa dell’Italia un paese sconfitto e affamato, privo delle certezze che fino a ieri erano imposte dall’alto, gli italiani, sia uomini che, per la prima volta, donne, sembrano abbastanza interessati alle sorti del proprio Paese e il 2 giugno si presenta ben l’80% della popolazione alle urne per scegliere il nuovo ordinamento politico.
- Si affermano i partiti di massa, la DC, lo PSIUP (i socialisti) e il PCI, che hanno alle spalle una ventennale storia di opposizione più o meno manifesta e che fin dalla caduta di Mussolini avevano cominciato a riaggregare le grandi masse disperse dal crollo dell’edificio fascista