Sociologia e modernità

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Riassunto del libro "Sociologia è Modernità" di Enzo Vittorio Trapanese, per l'esame di storia del pensiero sociologico (8 Pag - Fomato Word) (0 pagine formato doc)

Sociologia e Modernitÿ Sociologia e Modernità Enzo Vittorio Trapanese CAPITOLO 1 Tra i cambiamenti che maggiormente interessarono il periodo transitorio tra la fase pre-industriale e la fase industriale, uno dei più significativi fu quello DEMOGRAFICO.
Ci fu una grossa crescita demografica, dovuta ad un tasso di natalità via via crescente, al debellamento di molte malattie mortali, ed anche ad un tasso di moralità che andava scemando. L'allungamento della vita media, e la crescita della natalità fecero entrare in crisi la produzione dei beni di prima necessità ; inoltre il calo della mortalità fece aumentare la percentuale di persone improduttive. Conseguentemente l'agricoltura ed il commercio subirono un grosso incremento, migliorando anche il tenore di vita media.
La crescita dell'agricoltura, conseguente a quella demografica, però peggiorò in un certo senso la situazione, perché, aumentando la popolazione rurale, si rallentò il processo di modernizzazione. Ci fu quindi un' ASINCRONIA del mutamento, dovuta dalla coesistenza di elementi pre-industriali/moderni ed elementi moderni, anche perché l'onda dei cambiamenti investì posti, persone in tempi diversi (Concetto di “Cultural Lag” di Ogburn). Ci fu anche un grosso cambiamento dal punto di vista urbanistico (grossa concentrazione di gente nelle città). Lo sviluppo economico occidentale non ha avuto origine con la rivoluzione industriale, bensì con la formazione del mondo di produzione capitalistico (anche se è ovvio che solo con la rivoluzione industriale il capitalismo ha assunto quel suo dinamismo irrefrenabile). Il CAPITALISMO MODERNO può definirsi come quel particolare sistema economico dove “la produzione è tesa in prevalenza a realizzare profitti destinati ad accrescere un capitale di proprietà privata”. L'avvento del capitalismo moderno non sarebbe stato possibile senza l'emancipazione dei produttori da un certo numero di vincoli economici, culturali e politici. Con l'avvento dell'industrializzazione il numero degli agricoltori diminuì sensibilmente, mentre aumentò quello degli occupati nel settore industriale ed edilizio. Si ebbe quindi una grossa modifica della struttura sociale, basti pensare alla formazione delle classi “Marxiane”, borghesia e proletariato industriale, che stravolse la stratificazione sociale tradizionale. Tutto questo, insieme al mutamento demografico, e con l'incremento dei mezzi di comunicazione ha prodotto un grosso esodo dalle campagne, urbanizzazione ed emigrazione. L'organizzazione di fabbrica e urbanizzazione hanno svolto ruoli importanti nella formazione delle condizioni di vita della classe operaia, la prima ha separato rigidamente posto di lavoro ed abitazione, ha ridefinito i tempi di lavoro ed ha irreggimentato gerarchicamente il lavoro. La seconda : Ha fatto passare la vita da comunità a “Slum” o quartiere, destrutturando legami di solidarietà esistenti ; La vicinanza nello spazio alle classi superiori ha