Il suicidio di E. Durkheim

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Università La Sapienza, Facoltà di Sociologia, Esame Istituzioni di Sociologia (Farro); riassunto "perfetto" del libro di Durkheim. (11 pagg., formato word) (0 pagine formato doc)

IL SUICIDIO (E IL SUICIDIO (E.Durkheim) di Roberto Guiducci La sociologia generale di E.Durkheim E' indispensabile, per comprendere a fondo gli studi di D., conoscere le linee essenziali delle sue concezioni nel contesto storico in cui ha operato.
E.D. (1859-1917) è uno di quei pensatori che si trova all'incrocio di molte tensioni sociali e ideali. Dopo la sconfitta della Comune di Parigi, dopo la sconfitta con la Prussia, nella ricerca di un nuovo ordine durante la Terza Repubblica .Nella sua opera “Le forme elementari della vita religiosa” si può intravedere come per D. Dio diventi minuscolo, ma non più il Dio incarnato nell'individuo come nel pensiero laico degli Illuministi, bensì l'incarnazione avviene nella Società, la quale arriva ad assumere una posizione maiuscola.
D. pur criticando spesso Comte e Spencer, prenderà dal primo il moralismo, dal secondo i concetti di evoluzione storica e di solidarietà organica. Troverà inoltre numerosi spunti da altri pensatori e sociologi del suo tempo (Quetelet , Tarde, Bergson, Sorel ). Proprio per questo il pensiero di D. si può dire riassuntivo di un epoca , lui che aveva studiato scrupolosamente anche Renouvier, soprattutto nel dualismo della natura umana e le sue condizioni sociali . D.privilegia il sociale. Il sociale ha certo origine dalle vicende dell'individuale. Ma dopo acquista leggi proprie a livello superiore. L'individuo entra in società, facendo violenza sulla sua natura, subendo dunque una coercizione dall'esterno. Per D. il problema è di dimostrare la necessità di tale coercizione, di legittimarla. Il compito della sociologia è di osservare questi problemi ed offrire una soluzione stabilizzatrice. Egli non dà come facilmente acquisibile l'individuale nel sociale. Quello che lui descrive è un “HOMO DUPLEX”: un uomo che si muove tra due poli opposti, la sua natura individuale o profana, e la sua natura sociale o sacra. Come aveva osservato Gustave Le Bon la coscienza dell'uomo come individuo è diversa da quella dello stesso in quanto membro di un organismo collettivo. Le Bon aveva osservato che il comportamento collettivo può essere migliore, ma spesso peggiore di quello individuale. D.ritiene, invece, che la società possa rendere i comportamenti collettivi migliori nella massima parte dei casi, purché la stessa società intervenga attivamente. Anche essendo “l'organo di un organismo”, l'uomo è nettamente inferiore. Solo una costrizione esterna può portarlo ad un piano più elevato, ma una costrizione intesa come fatto costruttivo che riesca a liberarlo dalla casualità. Ma il nostro dovere è quello di essere compiuti e completi, o al contrario essere la parte di un tutto?. La divisione sociale del lavoro La divisione del lavoro non è per D. come quella tecnica di Smith, per D. è la divisione sociale; la divisione in classi che collaborano tra loro. Il singolo non può essere autonomo in una società con molte specializzazioni come quella attuale, bisogna at