Radio e cinema nel periodo fascista: tesina

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Mussolini sale al potere nel 1922 e da quel momento sa che per conformare il popolo italiano alle idee del regime necessita di una larga azione di propaganda. Per lo scopo, uno dei mezzi da privilegiare per l'epoca sono il cinema e la radio. Tesina sulla radio e il cinema nel periodo fascista (2 pagine formato txt)

RADIO E CINEMA NEL PERIODO FASCISTA: TESINA

Il 6 ottobre del 1924 andò in onda la prima trasmissione radiofonica italiana diffusa dalla stazione trasmittente sita in una baracca di tipo militare in località S.

Filippo.(Roma oggi piazza delle Muse,nell’attuale quartiere Parioli, all’epoca in aperta campagna). Maria Luisa Boncompagni prima annunciatrice radiofonica del mondo (così vuole l’agiografia ufficiale), alle ore 21 dai microfoni della neonata URI (Unione Radiofonica Italiana) nello studio costruito a Palazzo Corrodi in Via Maria Cristina 5 (nei pressi di piazza del Popolo) annunciò l’inizio delle trasmissioni.
Il primo programma fu un concerto presentato da Ines Viviani Donarelli, moglie del direttore artistico della società e uno dei quattro musicisti che eseguirono musiche di Haydn. Si è molto discusso sulla primogenitura di questo storico annuncio: La radiofonia nasce ufficialmente dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922) e il suo sviluppo é legato a quello del regime fascista

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CINEMA DI PROPAGANDA FASCISTA

Mussolini, era appena diventato Primo Ministro si trovava ad affrontare il ruolo di questo nuovo mezzo di comunicazione, ma non comprese subito il valore della radio, come veicolo di propaganda, quindi come mezzo di penetrazione culturale.

Con la radio i contenuti (parole e musica) sono immateriali, realizzati e distribuiti attraverso le onde elettromagnetiche, ascoltate dal pubblico, attraverso un apparecchio ricevente, a casa o in un luogo pubblico.  I discorsi dovevano esaltare la componente affettiva del pubblico rassicurandolo avendo un atteggiamento familiare.
Mussolini sale al potere nel 1922 e da quel momento sa che per conformare il popolo italiano alle idee del regime necessita di una larga azione di propaganda.
Per lo scopo, uno dei mezzi da privilegiare per l’epoca è il cinema.
Nonostante il regime totalitario, il cinema del ventennio in oggetto gode di una larga autonomia, ben lontana dalla pressante censura presente nella Germania nazista. Il regime fascista tende a controllare solo, ma in maniera totale, i cinegiornali e i filmati di propaganda che vengono presentati sempre, prima e dopo, ad ogni proiezione nelle sale cinematografiche.

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RADIO FASCISTA

I film romantici o storici non toccano l’interesse di Mussolini che quindi permette ai grandi autori di quegli anni, come De Sica e Visconti, di poter fare il proprio lavoro in tutta tranquillità. Ovviamente questo genere cinematografico doveva rimanere strettamente nel suo ambito e non toccare sfere considerate di esclusiva competenza politica.
Nel 1923 nasce L’Unione Cinematografica Educativa (LUCE), società ancora attiva ai nostri giorni, con lo scopo di creare una vasta produzione di documentari e di cinegiornali. Quasi tutta la produzione LUCE  degli anni venti ha lo scopo di offrire al pubblico, sia italiano che estero, una documentazione precisa delle imprese, e in particolare dei successi, dell’Italia fascista.