Le migrazioni

Considerazioni su fenomeni migratori riguardanti gli italiani tra passato, presente e futuro (3 pagine formato doc)

Appunto di novellisusanna
Le Migrazioni

La mobilità umana è stata presente fin dal 1600. Tale migrazione ha sempre avuto come causa il lavoro.
Era una mobilità prevalentemente legata alla cultura agricola e ai mestieri definiti girogavi (legati prevalentemente ai commerci).

Nella seconda metà dell'800 questa mobilità ha subito delle modifiche soprattutto a causa di due fattori:
  • Aperture di nuovi mercati del lavoro
  • Sviluppo del traffico marittimo (dalle navi a vela a quelle a vapore)
Si passa da flussi migratori nazionale e continentali a flussi transoceanici.

L'immagine della migrazione in Italia viene identificata con migrazioni "lacere e straccione" ma questa immagine non corrisponde alla realtà anche se si è affermata per una particolare realtà storica.

Fra l'800 e il 1960 circa, a livello storico è stata presente una contraddizione dello Stato: lo Stato non riesce a garantire livelli di sopravvivenza e come giustificazione sostiene che migra quella parte di popolazione che non riesce ad inserirsi nella società italiana per la forte povertà - ignoranza e meridionalità .

Si sviluppa, infatti, una scuola antropologica
, il cui massimo esponente è Cesare Ombroso, che sostiene che la razza meridionale ha caratteristiche morfologiche più affini agli africani che non agli europei e che ha anche capacità inferiori.

Ecco perché si è affermato lo stereotipo di cui sopra e cioè un'immagine limitata e costruita per giustificare lo Stato.

I fenomeni migratori , a livello europeo, iniziano fra la fine dell'800 e la prima Guerra mondiale. Gli storici hanno diviso le migrazioni transoceaniche in due tipologie.

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