Il Nazionalismo tra Ottocento e Novecento

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sviluppo storico del Nazionalismo dalla rivoluzioni di fine XVIII secolo alla Seconda guerra mondiale (7 pagine formato pdf)

Il Nazionalismo tra Ottocento e Novecento - Il nazionalismo
1.

Essenza e origini del nazionalismo
1.1 La nazione
Genericamente, si definisce nazionalismo quella tendenza politica ed etica che esalta il concetto di nazione, il quale, insieme a quello di popolo, sottolinea l'importanza di certi valori identitari e collettivi relativi ad un certo territorio. L'idea di nazione è una delle principali innovazioni registrate dal linguaggio politico
del primo Ottocento e ha le sue origini nelle rivoluzioni di fine Settecento.

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Si tratta di un concetto innovativo per l'epoca poiché con esso per la prima volta i suoi sostenitori designano una collettività popolare che ha il diritto di esercitare la sovranità su uno specifico territorio.
Il potere politico è visto così secondo una nuova fonte di legittimità: la condivisione – o non condivisione – dei valori della nazione. Il problema più grande che sin dalle sue origini il nazionalismo deve affrontare è la natura necessariamente astratta della nazione. Come ha affermato Anderson (1996), le nazioni sono comunità immaginarie: sono artefatti culturali che hanno l'ambizione di legare una moltitudine di uomini – un popolo – secondo una certa lingua, etnia o un patto.

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Talvolta, questi prodotti immaginari si scontrano con la realtà; talvolta non sono neanche riconosciuti politicamente (come Italia e Germania fino al 1870).
L'altro enorme limite dei nazionalismi – e anche questo fattore si riscontra sin dalla Rivoluzione francese – è la necessità dell'altro per definire l'identità della nazione. Non esistono linguaggi e azioni politici nazionalisti che non facciano riferimento a qualche altra entità estranea – nemica della nazione – per costituire la propria identità nazionale in contrapposizione ad essa.

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Tale problematica produce conseguenze drammatiche e violente per tutto il secolo XIX (probabilmente anche per la prima metà del XX).
Il nazionalismo deve il suo successo durante l'Ottocento alla persuasività del suo linguaggio. Esso cerca di coinvolgere le masse attraverso un'estetizzazione della
politica che parla all'universo delle emozioni. I prodotti culturali del Romanticismo tedesco, i dipinti di Eugène Delacroix e Francesco Hayez segnano probabilmente
l'inizio di un'arte con lo scopo esplicito di indurre una larga collettività all'azione politica.