Storia del divismo cinematografico: riassunto

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Significato e storia del divismo cinematografico: riassunto del libro di Cristina Jandelli (19 pagine formato doc)

DIVISMO CINEMA

Breve storia del divismo cinematografico - Cristina Jandelli. 1.

Nascita dell'attore cinematografico, nascita del divismo. Fred Ott, assistente di Edison, soprannominato dallo stesso Edison Sancho Panza, è uno dei primi attori di cinema di cui si conosca il nome. “Record of a Sneeze” fu registrato il 7 gennaio 1894.
Viene fatto un fermo immagine sul primo piano dell’attore che punta lo sguardo diritto verso lo spettatore, questo ci restituisce la precisa testimonianza della complicità fra attore e operatore. Già qui si può notare una eco di quelle costruzioni divistiche che il cinema sperimenterà nei primi anni del ‘900. Proprio mentre il cinema muove i suoi primi passi, sia negli Stati Uniti che in Europa, alcuni attori di teatro sono già divi (Eleonora Duse, Sarah Bernhardt) e alcune produzioni girano il paese grazie al nome in cartellone di un attore/attrice di fama, con un seguito di fotografi e giornalisti che reclamizzano la loro immagine. A partire dagli anni ’20 dell’800 era avvenuto il passaggio dalle compagnie di repertorio, basate su ruoli fissi alle compagnie capitanate da attori famosi, impegnati nella recita della stessa opera.

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DIVISMO SIGNIFICATO

Alla fine degli anni ’90 l’industria dello spettacolo affiancherà il divismo degli interpreti di prosa a quello dei comici e dei cantanti del vaudeville (spettacolo di varietà). Tra il 1900 e il 1920 il teatro perderà il novanta per cento del pubblico a causa del cinema. Edison nel 1896 propose a May Irvin ed suo marito John Rice, entrambi star di teatro, di filmare un estratto della loro commedia “la vedova Jones”, pensando di sfruttare la loro popolarità. Un volta proiettato, “May Irvin kiss”, che vedeva i due attori intenti a baciarsi in un primo piano, risultò invece volgare e provocò addirittura repulsione a causa del fatto che i due interpreti non risultavano fisicamente attraenti. Edison, 4 anni più tardi ripete l’esperimento con un remake del film, stavolta sostituendo la coppia teatrale con due giovani sconosciuti di bell’aspetto e eseguendo la ripresa ad una distanza un po’ meno ravvicinata. Si avverte la necessità dell’interprete cinematografico giovane e di bell’aspetto, capace di relazionarsi in modo dinamico con l’obiettivo. Mancano ancora tre incontri decisivi: tra il personaggio cinematografico e la persona dell’attore che li interpreta, con il film narrativo e con l’impiego seriale della propria professionalità.

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DIVISMO CINEMATOGRAFICO ITALIANO

In Italia si gira il primo film di finzione nel 1895: La presa di Roma, con due attori del teatro di tradizione: Eleonora Duse e Carlo Rosaspina. In Francia nasce il mito di Max Linder, che gioca in ambito comico: l’attrazione da fiera di fine secolo si accredita come nuova espressione della cultura borghese. La farsa veniva subito dopo il dramma, questa consuetudine, in uso nel teatro di prosa europeo dal primo ‘800, non viene abbandonata nel cinema perché riesce a tenere in sala i borghesi (dramma) e il popolo (farsa). La comicità della farsa è però più raffinata, quasi una parodia del dramma teatrale borghese. In Francia queste rappresentazioni spettano a Max Linder e Andrè Deed. Max è un baffuto damerino, perennemente vestito in abiti da sera o in modo borghese, galante e all’apparenza sicuro di sé, che viene calato in avventure comiche poiché per lui la vita moderna complica tutto. E’ una frana. Tra il 1905 e il 1910 la casa di produzione Pathé decide di puntare stabilemnte su questo personaggio iniziando una produzione settimanale, Linder accede ad una popolarità smisurata, il pubblico rimane in fedele attesa di ogni sua avventura. Max Linder inizialmente non si rende conto del suo valore commerciale e si accontenta di 20 franchi al giorno. La sua paga con la Pathè lieviterà fino a un milione di franchi l’anno. In accordo con la Pathé, Linder partirà per una tournée in Europa centrale e Russia (dove anche l’aristocrazia si recherà a vederlo), proponendo uno spettacolo misto teatrale e cinematografico.