Storia del diritto medievale e moderno: riassunti

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Storia del diritto medievale e moderno: riassunti sulla storia che precede le riforme dei moderni codici, con le teorie dei filosofi, dal 1400 alla metà dell'800. Giusnaturalismo, razionalismo e illuminismo giuridico (15 pagine formato doc)

STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E MODERNO: RIASSUNTI

Le correnti giusfilosofiche apportano modificazioni alle grandi questioni del diritto, senza prescindere dal contributo che la teologia ed i suoi studiosi avevano fornito e continueranno a fornire.
La Scuola di Salamanca è composta per lo più da monaci e gesuiti che rivalutano il pensiero di Tommaso D’Aquino dando vita ad una sorta di seconda scolastica, con l’adattamento dei vecchi principi alle novità che il reale presenta.
Un valido esempio in questo senso è la concezione del lavoro, nel medioevo intesa come necessario alla sopravvivenza e pertanto lecito nel contesto di un’economia limitata, nel 500 e 600 l’attività economica viene filtrata attraverso i principi umanistici che lo fa corrispondere alla natura umana, fermo restando il problema legato al commercio, non valutato positivamente rispetto all’ottica cattolica.
La discussione a proposito del diritto naturale passa attraverso le esperienze di scoperte geografiche avvenute nel XV secolo: già ai primi del 400 i sovrani portoghesi si rivolgono al Papa per ottenere la proprietà delle Canarie al fine di educare ed evangelizzare gli abitanti.

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RIASSUNTO STORIA DEL DIRITTO IN EUROPA.
DAL MEDIOEVO ALL'ETA'CONTEMPORANEA

Nel 1493 la medesima situazione e motivazione consentirà a Isabella e Ferdinando d’Aragona di entrare in possesso delle Nuove Terre grazie alla concessione di papa Alessandro VI con bolla “inter caetera”.
E’ facile intuire già da questi episodi come al diritto divino fossero ricondotti sia il diritto di proprietà che il diritto naturale come promananti dalla legge e dal potere di Dio.


Durante i secoli questa concezione era molto sfumata a causa del duro contrasto fra papato ed impero specialmente per il potere temporale e politico, fino a tesi estremistiche definite ierocratiche, che volevano spingere il potere universale e terreno nelle mani del pontefice, come questi fatti stessi testimoniano.
Francisco de Vitoria (1492- 1546) fu un teologo e giurista domenicano, un libero pensatore che si espresse senza nessuna remora nei confronti dell’imperatore Carlo V e del Papa. Prese posizione sugli Indios, negando che il pontefice potesse cedere il dominio degli indigeni a terzi, per la carenza di potere che il vescovo di Roma aveva sulle terre ed indirettamente sugli indigeni.

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TEMI DEL DIRITTO ETA' MEDIEVALE MODERNA CONTEMPORANEA: RIASSUNTO

Il frutto di questo ragionamento è che le terre in cui vivono gli Indios sono di loro proprietà, posto che la stessa è un diritto naturale innato spettante ad ogni uomo, non negando tuttavia ai conquistadores il diritto alla catechesi o all’impedimento delle pratiche barbare ed incivili come i sacrifici umani, utilizzando solo come ultima risorsa la forza.
Lo ius gentium trova vitalità nel consenso unanime di tutte le popolazioni ed è per questo conseguentemente vincolante, passibile di cambiamenti solo con un nuovo universale consenso.
Bartolomè de las Casas (1474- 1566) fu un encomendero che, una volta convertitosi e divenuto frate domenicano, si erse a difesa dei diritti degli Indios. Le sue argomentazioni traggono spunto dal diritto naturale recepito non più eredità del diritto divino, piuttosto come diritto soggettivo, appartenente all’uomo in quanto tale.