Il Leviatano di Hobbes: spiegazione

Appunto inviato da giagiu
/5

Spiegazione del Leviatano di Thomas Hobbes: il contesto storico, gli uomini allo stato di natura, il contratto sociale, la forma dello Stato, caratteristiche e doveri della sovranità e la religione dello Stato (3 pagine formato doc)

LEVIATANO HOBBES: SPIEGAZIONE

Il Leviatano di Hobbes.

Contesto Storico: Il secolo XVII è considerato il secolo dell’assolutismo, ma si rivelò, verso la sua metà, catastrofico per i re assoluti. Lo stesso anno in cui terminò la Guerra dei trent’anni, in Francia scoppiò la Fronda. Il Parlamento prese le armi contro l’autorità regia, alla stessa maniera del Parlamento Inglese (Parlamento rappresentativo nel vero senso del termine) il quale, in quegli stessi anni, tagliava la testa al re: Carlo I Stuart viene sconfitto dalla armata parlamentare (formata da puritani) e viene giustiziato.
Siamo nel 1651: viene instaurata la Repubblica (Commonwealth), regnante Cromwell.

Leviatano di Hobbes: lo Stato

LEVIATANO HOBBES SIGNIFICATO

Thomas Hobbes. Lo stesso anno viene pubblicato un libro dallo strano titolo: “Leviatano o materia, forma e potenza di uno Stato ecclesiastico e civile”; e dal frontespizio ancora più singolare: emerge il mezzobusto di un gigante con corona, il cui corpo e le cui braccia sono composte da agglomerati di piccoli uomini; le fattezze facciali evocano il viso di Cromwell. Questo Leviatano stringe in una mano una spada, simbolo di ordine temporale, nell’altra un pastorale vescovile, simbolo di ordine religioso. L’autore è Thomas Hobbes.
Questi nasce negli anni in cui Filippo II di Spagna sta ultimando i preparativi per la sua grande impresa per mare contro l’Inghilterra; la fama della grandiosa “Invincibile Armada” semina il panico fra le genti britanniche. Sensibile a questa paura che si espande ed inibita dal timore, la madre di Hobbes lo partorirà prematuramente: egli stesso dirà si esser nato con la paura in corpo, di esser figlio e gemello della paura (elemento, questo della paura, che si rivelerà fondamentale per le sue concezioni della natura umana, insieme ad uno spirito potente e rigoroso). Allorché parve avvicinarsi la guerra civile in Inghilterra, Hobbes, esagerando le conseguenze di un suo scritto clandestino (il De Corpore Politico), fugge in Francia dove trascorrerà undici anni di esilio volontario, durante i quali comporrà il De Cive e preparerà il Leviatano. Nel De Cive sono già tratteggiati gli elementi essenziali della filosofia hobbesiana e, senza falsa modestia, con la data di pubblicazione del saggio Hobbes farà datare la nascita della filosofia politica. Scoperta la geometria euclidea egli elabora una concezione razionalista e materialista, rigorosa e logicamente compiuta in tutte le sue parti, in base alla quale il mondo morale e politico è determinato dalle leggi del movimento.

Leviatano di Hobbes, prima parte: l'uomo

LEVIATANO HOBBES SPIEGAZIONE: GLI UOMINI ALLO STATO DI NATURA

Gli uomini allo Stato di natura. L’uomo è un meccanismo. Alla base di tutto c’è il movimento. Questo deriva dalle sensazioni, divisibili in due categorie: desideri o avversioni. L’oggetto del desiderio è il bene; l’oggetto dell’avversione è il male. Male estremo è la morte. Il movimento è determinato dalla volontà, dall’atto del volere: ultimo desiderio o ultima avversione che spinge l’individuo ad agire o meno. L’uomo di distingue dagli animali per la ragione; per la curiosità, ovvero il desiderio di capire le cause; e per la religione, ovvero il desiderio di capire la causa delle cause.
Ma l’uomo non vive solo: ha dei simili. Per ogni uomo ogni altro uomo è un concorrente, avido di bisogni da soddisfare. Gli uomini perseguono il soddisfacimento dei propri desideri in maniera concorrenziale: nel momento in cui vi è la sovrapposizione del bisogno, ognuno tenta di distruggere l’altro, ostacolo al raggiungimento del proprio fine. Il risultato è la guerra perpetua, “ognuno contro ognuno”, e dunque l’uomo è un lupo per l’uomo. Tale guerra impedisce la società e alimenta la paura di una morte violenta, poiché gli uomini basano i loro rapporto sulla forza e sull’inganno. La proprietà non esiste, ma ognuno è legittimo padrone, nel momento in cui è in grado di diventarlo, di ciò che riesce a conquistare. Questo è lo Stato di natura.