Le avanguardie artistiche del 900: riassunto

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Riassunto del saggio di Mario De Micheli "Le Avanguardie artistiche del Novecento" per esame di storia dell'arte contemporanea (14 pagine formato doc)

AVANGUARDIE ARTISTICHE

Avanguardie artistiche del '900.

1-Unità dell’Ottocento. Il dramma storico di Van GoghVan Gogh prima di giungere a Parigi nel 1986 vive a contatto diretto con le classi più umili, che stima e rispetta; tra tutte minatori e tessitori. Persone che riesce a comprendere e delle quali compatisce i drammi.
Da qui nascono opere come I mangiatori di patate, dove la deformazione realistica dei contadini esprime la loro fatica, esaltazione della stessa fatica e del lavoro manuale (mangiano con le stesse mani sporche di terra con cui lavorano), e del cibo che essi si sono guadagnati onestamente.
Questo era Van Gogh prima di partire per Parigi, un uomo dalla parte delle classi più umili, intenzionato a far emergere dai suoi dipinti più del realismo e con più esattezza della realtà stessa, rendendo la realtà ancora più chiara e cercando di esprimerla con più forza e più incisività di essa stessa.

Le correnti artistiche del Novecento: riassunto

AVANGUARDIE ARTISTICHE DEL 900 RIASSUNTO

Quello che Van Gogh spera partendo per Parigi è di trovare artisti che la pensino come lui, di imparare nuove tecniche e di affinare la sua tecnica di deformazione della realtà, senza il bisogno di raccontare la verità pura, ma raccontando una bugia più vera della verità. Purtroppo rimarrà deluso, troverà pittori che lo disgustano come uomini, ed una società che li contrasta e li emargina. Tuttavia, colpito dai colori impressionisti, rivoluziona il ruolo dei colori nei suoi quadri, li ravviverà e li userà come mezzo con il quale potrà esprimere la sua realtà “più vera del reale”.
Nel Caffè di notte Van Gogh usa i colori per connotare l’aria di follia, dove ci si può rovinare, dove si può commettere un delitto, il caffè di notte ai suoi occhi è uno scannatoio, e con i suoi colori riesce a far respirare allo spettatore quell’aria di follia che vuole esprimere.
Nonostante la libertà che Van Gogh si prendeva con i colori, non li userà mai per evadere dalla realtà, egli è troppo legato alla realtà, al cercare di esprimere il vero, che egli “preferirà sempre il mestiere di calzolaio a quello di musicista di colori”

Correnti artistiche dell'800 e del 900: schema

AVANGUARDIE DEL 900

Il moralismo ironico di Ensor. James Ensor, come Van Gogh non rimane indifferente di fronte al clima di crisi spirituale di fine Ottocento, ma a differenza di quest’ultimo affronterà al questione con ironia e beffarda satira, trascorrendo la vita da misantropo nella nativa Ostenda. Se, come Van Gogh proviene dal realismo e attraversa un periodo scuro e poi un periodo chiaro, a differenza sua – che muore croci fitto dalla solitudine – egli brama e si bea della sua solitudine, si nasconde da una società che egli disprezza. La sua arte, fatta di allegorie, di maschere, di simbolismi e di satira. Tutto questo lo troviamo nell’ Entrata di Cristo a Bruxelles; quadro che fu costretto ad esporre in casa sua perché giudicato blasfemo, dove ci sono maschere, prostitute, soldati, buffoni, autorità religiose ecc… con striscioni satirici ed ironici, dove Gesù a cavallo del mulo viene posto al centro del dipinto con un’ anacronistica e sbeffeggiante aureola, mentre la folla tra risate chiacchiericcio ed irriverente esaltazione non rivolge neppure lo sguardo verso Cristo.

Arte del 700: riassunto

LE AVANGUARDIE ARTISTICHE DEL 900 DE MICHELI

Munch o del terrore. Edvard Munch, si forma dal realismo nordico, e dalla visione della realtà ne trae un’aspra polemica contro i valori della società borghese. Nel suo secondo viaggio a Parigi – nell’89 – la sua pittura compie una svolta decisiva. Assimila le esperienze pittoriche di Van Gogh, Gauguin e Toulose Lautrec mescolando tali elementi e incanalandoli verso una pittura visionaria e inquietante. Nell’ Urlo(’93) affiora tutta la sua inquietudine in una deformazione giunta ad un limite sconosciuto per l’epoca, dove il personaggio in primo piano si lancia in un grido esasperato, coprendosi le orecchie per non sentirsi. Disperato e senza pace come le urla di Marina Abramovich moltissimi anni dopo. Con l’Urlo Munch ha prevaricato un altro confine, e così farà con la sua Madonna (’94-95), dove non è più iconografia cattolica ma una donna depravata perduta all’eccesso sessuale. Sino al 1909 dipinge quadri di morte e di erotismo, fino al turbamento psichico che lo colpisce e lo costringe alla clinica di cura a Copenaghen, da cui uscirà soltanto per rifugiarsi nel fiordo norvegese dove terminerà i suoi giorni. Come in Ensor la sua attività perderà incisività nel Novecento, a causa probabilmente del periodo intenso vissuto che l’ha svuotato.