La storia dell'affresco

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La storia dell'affresco, in particolare le caratteristiche della Cappella Sistina dipinta da Michelangelo (6 pagine formato doc)

STORIA DELL'AFFRESCO

Affresco
• Cenni storici. Il termine Affresco (a fresco), indica quel particolare tipo di pittura murale ottenuta utilizzando i colori sull’intonaco ancora fresco.

I primi esempi di decorazioni parietali a noi pervenuti, risalgono alla civiltà minoica.
Vi sono, poi, affreschi Greci, Etruschi e Romani. Si può vedere, sotto, una delle pareti della “villa dei Misteri” a Pompei; capolavoro della pittura romana risalente al I secolo a.C.
In epoca romanica la tecnica inizia a raffinarsi; è introdotto l'uso di paglia, cocci, stoffa all'interno dell'impasto dell'arriccio e dell'intonaco, così come avveniva per quello del mosaico bizantino, per mantenerne l'umidità e permettere un tempo di esecuzione maggiore. Le figure sono ancora disegnate con contorno ad ocra rossa, ma si comincia a riscontrare l'uso di collanti per i colori; quali: albume, cera fusa, colla animale.
Il disegno preparatorio ad ocra, essendo steso sul muro ben umido, si è spesso conservato meglio del colore e ci dimostra attraverso i numerosi pentimenti una maggiore libertà dai modelli stereotipati precedenti. Inoltre si possono anche rilevare leggere incisioni, tracciate per disegnare sull'intonaco fresco.
 

Tecnica dell'affresco: ricerca di arte

COME SI FA UN AFFRESCO

Nel Trecento la tecnica dell'affresco conosce una grande diffusione nel sud dell’Europa. Due importanti innovazioni sono introdotte dalle maestranze dell'epoca: l'uso del disegno preparatorio (sinopia) e lo svolgimento del lavoro non più a pontate, ma a giornate. I grandi affreschi vengono, quindi, divisi in giornate di lavoro per cui c’è un continuo bisogno di “raccordi”, ovvero per poter lavorare sull’intonaco fresco bisogna ogni giorno stenderne solo una piccola parte da aggiungere a quelle precedenti senza che si notino le interruzioni.

Nel Quattrocento assistiamo alla progressiva scomparsa dell’uso della sinopia quale mezzo progettuale. Si realizza il disegno completo al naturale su carta in modo da poter effettuare con agio i calcoli imposti dalla progettazione della prospettiva e tutte le correzioni che fossero necessarie; si ritaglia la parte che si intende eseguire nella giornata, poi si procede allo spolvero.
Le linee che componevano le figure sono perforate. Una volta appoggiato il cartone sull'intonaco fresco, si spolvera con finissima polvere di carbone; in tal modo la polvere, passando attraverso i piccoli fori, lascia la traccia da seguire. L'affresco conosce il momento di maggior diffusione con il Rinascimento.
 

Affresco: tecnica e materiali

AFFRESCO TECNICA E MATERIALI

In area centro-italiana verso la fine del Quattrocento, abbandonato definitivamente l'uso della sinopia (che in altre aree sarà invece usata fino alla fine del XVI secolo), viene introdotto l'uso del disegno il bozzetto. Il bozzetto veniva sottoposto al giudizio del committente e, se approvato, si procedeva con l'esecuzione; riportandolo con il sistema della quadrettatura in scala sul cartone preparatorio. La parte da eseguire viene impressa a ricalco sull’intonaco invece che a spolvero.
 

Come si fa un affresco

CAPPELLA SISTINA AFFRESCHI

• La Cappella Sistina. La Cappella Sistina venne costruita tra il 1475 e il 1481, durante l’epoca di papa Sisto IV. La decorazione della volta (dipinta dal 1508 al 1512), ad opera di Michelangelo Buonarroti, rappresenta un vero e proprio evento storico; una delle opere più straordinarie che siano mai state create. Qui presa come massimo esempio della tecnica dell’affresco, la volta (commissionata da papa Giulio II), e il Giudizio universale (commissionato da Clemente VII e dipinto dal 1535 al 1541), contengono la più riuscita rappresentazione pittorica della Bibbia. Vi sono rappresentati tutti i modi in cui un corpo umano può esser dipinto: circa quattrocento figure, vennero dipinte ad un altezza di 20m. Per raggiungere tale altezza, furono costruiti due ponteggi: uno, per così dire “classico”; l’altro, a “gradoni”.
Questo secondo ponteggio, sorretto dal primo, permise a Michelangelo di raggiungere ogni parte della volta. Quello che segue è uno schema riassuntivo delle rappresentazioni realizzate nella volta:
• Nei riquadri centrali (in rosso), si trovano Episodi del libro della Genesi, tra cui troviamo (al n°29), forse, la più celebre scena dell’intero complesso: la creazione di Adamo.