Il barocco leccese

Appunto inviato da melena
/5

Descrizione del barocco leccese e dei suoi principali monumenti. appunto corredato da immagini. (file.doc pag.5) (0 pagine formato doc)

Il Barocco leccese ha caratteri propri, diversi dal Barocco di altri paesi e città Il barocco leccese La Basilica di S.Croce Il Barocco leccese ha caratteri propri, diversi dal Barocco di altri paesi e città.
La pietra “leccese”(un calcare tenero biancastro o giallognolo, facilmente lavorabile, che nell'aria indurisce e assume col passar del tempo un caldo colore dorato) lavorata dagli artisti, più spesso artigiani del luogo, lasciava via libera all'estro e al capriccio della fantasia popolare che ebbe modo di sbrigliarsi soprattutto nei rivestimenti e nei fregi.Ma il Barocco leccese rispetta le strutture delle chiese romane, cui sovrappone trionfi di fiori e di frutta, di animali esotici e di nastri con un gusto del minuzioso e dell'ornato che desta nei visitatori un ammirato stupore. Gli altari dalle imponenti colonne tortili sono abbelliti fino al parossismo: è questa esuberanza e tracotanza che sbalordisce ed entusiasma.Tutto questo barocco, profuso nelle chiese e nei palazzi, dà al centro cittadino l'aspetto di uno scenario teatrale, seicentesco, anche se interrotto qua e là da modernissime costruzioni.
Le chiese S.Matteo, S.Maria del Rosario, S.Maria delle Grazie, S.Chiara , la basilica di S.Croce e il Palazzo del Governo(l'ex Palazzo dei Celestini) sono capolavori di questo stile che è durato a lungo dalla fine del secolo sedicesimo al principio del secolo diciottesimo. La Basilica di S.Croce segna il trionfo del barocco leccese ed è uno spettacolo che stupisce rivelando nelle linee della facciata una composta armonia sotto l'impressionante fasto degli ornati.Ma la più significativa realizzazione del barocco su scala urbanistica, nella specifica accezione leccese, è P.za del Duomo, frutto di importanti interventi edilizi, che si scalano fra il Seicento e il Settecento. Lo stretto ingresso a cannocchiale su Via Libertini introduce in un ambiente unitario, un vasto piazzale chiuso per tre lati come un grande cortile interno. L'elemento di raccordo tra la Piazza e la via è costituito dall'elegante soluzione dei propilei, pilastri sormontati da balaustre che fiancheggiano roteando l'ingresso: diverse statue sono poste su tutta la lunghezza della balaustra alcune rivolte verso la strada, altre affacciate sulla piazza, essendo posizionate senza soluzione di continuità sulle curve pareti dell'entrata, simili a quinte teatrali che svelano un grandioso palcoscenico. Difatti l'ingresso nella piazza, a qualsiasi ora del giorno e della notte, rappresenta un momento di grande suggestione, e il suo fascino è dovuto proprio allo spettacolare effetto scenografico dell'insieme. Alla luce il chiarore della pietra leccese abbaglia in una bianca visione lo spettatore, ammirato dai giochi del sole fra sporgenze e rientranze, dai precisi rapporti tra edifici e spazio e dall'imprevisto colpo d'occhio che si apre avanzando nel piazzale; il silenzio e la suggestiva e delicata illuminazione notturna concorrono invece a donare una grande solennità a tut