Il Futurismo in arte: riassunto

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Principali caratteristiche del Futurismo e riassunto sui maggiori esponenti, quali Marinetti, Boccioni, Balla e Sant'elia (3 pagine formato doc)

IL FUTURISMO IN ARTE: RIASSUNTO

Futurismo.

Nato in Francia nel 1910 da genitori italiani, il Futurismo ebbe risonanza europea e costituì una nuova ventata rivoluzionaria che scosse l’ambiente dell’arte. Il clima in cui maturò l’avventura futurista era dominato da un rapido sviluppo sia della scienza che delle nuove tecnologie, sotto la pressione dei grandi interessi industriali e finanziari. La realtà del primo Novecento, infatti, appare caratterizzata dalla macchina, dalle masse operaie emergenti, dalla metropoli che si diffonde a “macchia d’olio”; e ancora, dall’automobile e dall’aereo, simboli di una velocità sempre più frenetica, dal telegrafo, dal telefono, dal cinema, simboli delle accelerate comunicazioni di massa.

Breve storia del Futurismo: riassunto


FUTURISMO ARTE CARATTERISTICHE

Il futurismo, fin dai suoi esordi, si caratterizza per un’indissolubile binomio arte-vita che determina il totale coinvolgimento emotivo e artistico dei suoi protagonisti. I suoi Manifesti esaltano il dinamismo, il movimento, la velocità, il rumore delle città.

Come si legge nel Manifesto del movimento, redatto da Filippo Tommaso Marinetti, essi vogliono cantare l’energia, la ribellione, l’aggressività, la lotta e la guerra, considerata come sola igiene del mondo. I principi del futurismo furono l’esaltazione della vitalità, anche sotto forma di energia fisiologica, violenza, sopraffazione, gusto dell’avventura e del pericolo;
la celebrazione della macchina, come simbolo del progresso tecnologico, per sua bellezza estetica e per la sua funzione di produttrice di una civiltà nuova, rappresentata nelle velocità; la polemica contro la storia, la tradizione, l’accademia, la biblioteca, il museo, il classicismo e l’archeologia; la rivendicazione della libertà assoluta dell’uomo costruttore della propria vita, e in specie, dell’artista, il quale deve distaccarsi totalmente dall’arte del passato, svolgere i motivi peculiari dell’ideologia futurista e giovarsi di nuovi modi espressivi. Il culto futurista dell’azione si traduce inoltre sul piano politico in una serie di dichiarazioni e di gesta ispirate alle idee interventiste, irredentiste e antisocialiste. Essi fondarono addirittura un partito, che poi culminò in un’alleanza con il movimento di Benito Mussolini.

Futurismo: riassunto e caratteristiche


FUTURISMO MARINETTI

Marinetti pubblicò il “Manifesto tecnico della letteratura futurista”. Il suo scopo era essenzialmente quello di liberare la poesia dagli schemi e dai modelli arcaici e vincolanti della cultura tradizionale. Rinnegando il passato Marinetti intendeva rivolgere la poesia al futuro: di qui il nome del suo movimento, appunto il “Futurismo”.
Anche il linguaggio deve essere rivoluzionario se si vuole condurre fino in fondo il processo di definitiva rottura con la tradizione: la parola deve essere foneticamente, graficamente e sintatticamente liberata: “Bisogna distruggere la sintassi… si deve usare il verbo all’infinito… si deve abolire l’aggettivo… l’avverbio… anche la punteggiatura… ogni sostantivo deve avere il suo doppio… c’è bisogno di analogie sempre più vaste… non vi sono categorie d’immagini… distruggere nella letteratura l’io”. Questi i capisaldi del “Manifesto tecnico della letteratura futurista” del 1912, secondo i cui principi Marinetti scrive il poemetto parolibero “Zang Tumb Tumb”, l’“Assedio di Adrianopoli”, dove l’ardore e il fragore della battaglia, il crepitare della mitragliatrice, il sibilo delle pallottole, il rombo del cannone sono resi con invenzioni sia fonetiche che grafiche del tutto inedite.

Futurismo e Marinetti: riassunto


FUTURISMO BOCCIONI

Dopo il Manifesto generale del movimento, nel 1910, uscirà un primo manifesto dei pittori futuristi. Il punto più importante di questo manifesto è quello di opporre all’antica pittura statica, una nuova pittura “dinamica”, capace di rendere l’idea del movimento, della velocità, di “porre lo spettatore al centro del quadro”. Se il quadro antico lasciava idealmente lo spettatore “fuori” dalla cornice, i futuristi si proponevano di farlo entrare nel cuore stesso della pittura.