Il Neoclassicismo (Canova, David)

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Caratteristiche del Neoclassicismo. Analisi delle opere degli artisti Antonio Canova ("Teseo e il Minotauro", "Amore e Psiche", "Ebe", "Paolina Borghese", "Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria") e di Jacques-Louis David ("Giuramente degli Orazi", "La morte di Marat") (3 pagine formato doc)

Il Neoclassicismo è la logica conseguenza sulle arti del pensiero illuminista, rifiutava gli eccessi del Barocco e guardava all'arte dell'antichità classica (specialmente quella greca).
Il termine fu coniato alla fine dell'800 come dispregiativo per l'arte del non originale, fredda e accademica. Questo è caratterizzato da una forte passione per l'antico, da un forte desiderio di possedere pezzi antichi originali o riprodotti di sculture classiche, che si fece maggiormente sentire dai ritrovamenti di Ercolano e Pompei. Il movimento ebbe come sede privilegiata Roma, fonte inesauribile di ispirazione classica, e il suo massimo teorico fu J.J. Winckelmann.

Questi per tutta la vita non vide mia un originale greco, solo copie del tardo ellenismo romano, ma partì dal presupposto che il buon gusto avesse avuto origine in Grecia. L'imitazione era molto diversa dalla copia, imitare significava ispirarsi a un modello cercando di eguagliarlo.


Secondo Winckelmann una scultura neoclassica non doveva mai mostrare passioni o il verificarsi di un evento tragico, ma essere rappresentata nel momento precedente o successivo all'azione tragica. Nelle opere degli antichi Winckelmann riconosceva i valori, la bellezza, i contorni ed il panneggio, da cui ne deriverà il gusto neoclassico per i contorni ben definiti e per il disegno.

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Fece il suo apprendistato a Venezia dove aprì uno studio, nel 1779 si trasferì a Roma dove risiedette quasi tutta la vita. Dopo il Congresso di Vienna, fu mandato nella capitale francese, in veste di ambasciatore, per ottenere la restituzione delle opere d'arte sottratte da Napoleone allo Stato pontificio.

Ebbe incarichi di lavoro dalla nobiltà veneta e romana, da Napoleone e dalla sua famiglia, dai nobili russi e amici inglesi, dagli Asburgo d'Austria, dai Borboni di Napoli, dalla corte pontificia. Dal 1802 fu Ispettore Generale delle Belle Arti dello Stato Pontificio. Canova incarna i principi neoclassici di Winckelmann, sia nel disegno che nella scultura. Questo mostrava un'attenzione costante per il nudo maschile e femminile.