Il Rinascimento italiano: riassunto di storia dell'arte

Appunto inviato da miciamau
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Riassunto di storia dell'arte sul Rinascimento italiano: la prospettiva, Masaccio, Paolo Uccello, Brunelleschi e Piero della Francesca (6 pagine formato doc)

IL RINASCIMENTO ITALIANO

Il Rinascimento. Il termine Rinascimento fu usato, fra i primi, da Giorgio Vasari per significare che l’età, di cui anch’egli faceva parte, avrebbe fatto rinascere l’arte e la cultura classica (ciò che è stato realizzato nel periodo di massima fioritura della civiltà greca e, per estensione, anche di quella romana, per cui tutto è coordinato ed indirizzato per un fine unitario) che si ritenevano morte ormai da secoli.

Esso si oppone a tutto il periodo intercorrente fra se stesso e l’antichità, il Medioevo, definendolo sprezzatamene “gotico” perché era stata imposta l’arte in maniera mostruosa e si erano distrutte tutte le arti migliori.
Vanno quindi aggiornati tutti i settori del sapere e, attraverso lo studio dell’antico, fatto in particolare da artisti come il Brunelleschi, l’Alberti e Donatello, il Rinascimento giunge alla scoperta dell’”uomo” e della “prospettiva”, da grande importanza alle scienze, come la matematica, mediante la quale si crede di poter risalire al Creatore e, al tempo stesso, conoscere il mondo, capirlo ed esserne il centro e non considera più l’aspetto pagano delle opere. Da ciò si etichettò gli artisti rinascimentali come “uomini completi" e considerati come veri e propri intellettuali.

Le nozze di Cana del Veronese: commento e analisi del dipinto

IL RINASCIMENTO RIASSUNTO

In scultura si ripresero i canoni di Policleto ed in architettura si riprese la linearità architettonica, senza copiarli pari pari, ma attribuendogli anche delle caratteristiche rinascimentali.
In pittura, invece, tramite i documenti rinvenuti, si trasse il concetto di INGANNARE L'OCCHIO, avendo, di conseguenza, come obbiettivo, quello di rappresentare la profondità sul piano. Si dipingeva su tela, muro, tavola in legno ed, a partire dal 1400, si cominciò ad utilizzare la carta per i bozzetti.

“LA PITTURA E’ CONCEPITA COME UNA FINESTRA APERTA SUL MONDO”
Ciò però non significa che la pittura rappresenti la realtà, infatti, la prospettiva, la tecnica più importante rinvenuta in questo periodo, non esiste in quanto:
- non è vero che gli oggetti lontani siano più piccoli di quelli vicini o che le parallele si incontrino all’orizzonte: la prospettiva geometrica è monoculare (visione ottenuta da un solo occhio), mentre la nostra visione è binoculare (visione di tutti e due gli occhi);
- il disegno, ossia la linea che costituisce l’ossatura della prospettiva, in natura non esiste. Prospettiva e disegno sono un codice fatto di “segni” attraverso il quale, l’uomo, trasmette un concetto, un “simbolo” della realtà.

Il Rinascimento arte: le opere

IL RINASCIMENTO ARTE

LA PROSPETTIVA. La PROSPETTIVA è una tecnica grafica (fatta di disegni, linee,...) “tornata di moda” nei primi decenni del '400, nel quale il pittore rappresenta la terza dimensione sul piano dando allo spazio un aspetto concreto con altezza, larghezza e profondità. essa riguarda infatti sia oggetti rettilinei che mistilinei e da essa si cominciò a rappresentare il pavimento a scacchiera
Non si sa esattamente a chi, fra Brunelleschi ed Alberti, dare il merito di tale tecnica rimasta alla base della pittura dal 1400 agli inizi del 1800.

La prospettiva è: 
- Rinascimentale: è lo strumento che permette di comprendere la realtà sottoponendola ad una legge razionale e universale;
- Geometrica: incatena tutta la realtà ad una serie di linee convergenti in un unico punto (punto di fuga), posto davanti all’osservatore qualunque si la sua collocazione;
- Lineare: è basata sul coordinamento delle linee;
- Unitaria: relazione tutte le cose ad un unico punto di vista, quello dello spettatore, che è quindi padrone dello spazio.