Analisi della Gioconda di Leonardo

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Analisi della Gioconda di Leonardo da Vinci: descrizione e significato del dipinto (2 pagine formato doc)

ANALISI DELLA GIOCONDA DI LEONARDO

Leonardo da Vinci (1452-1510). Leonardo è un grande indagatore della realtà, ragion per cui tende sempre ad andare fuori degli schemi del mestiere.

Leggendo la sua vita scopriamo che, talentuoso fin da giovanissimo, i suoi primi studi di anatomia li conduce nella bottega del Pollaiolo. In Leonardo c'è la ricerca del rapporto uomo-natura ed il mirare al completo dominio della realtà. Prima di realizzare un'opera pittorica, che si tratti di un ritratto o di un gruppo, Leonardo esegue sempre minuziosi studi delle proporzioni, dei gesti e delle espressioni.
Per approfondire maggiormente lo studio del corpo umano, egli è il primo ad effettuare i suoi studi sui cadaveri, con evidente scalpore dei contemporanei. Scienziato a tutto campo, non può non occuparsi dell'arte: conduce continue ricerche e sperimentazioni che lo portano ad esplorare nuove viste prospettiche atte a dilatare lo spazio.

Leonardo da Vinci: vita e opere

LA GIOCONDA LEONARDO DA VINCI

In campo artistico gli studi lo conducono inoltre a mettere a punto il famoso sfumato leonardesco con il quale riesce a creare una notevole sensazione di spazio e di movimento con il solo ausilio della cromaticità e del colore. In molti dei suoi ritratti si scorge inoltre lo studio delle forme nei volumi geometrici; la ricerca della naturalezza e del movimento è fatta per mezzo dell'impostazione di tre quarti dei soggetti.

La Gioconda: descrizione e significato

LA GIOCONDA DESCRIZIONE

La Gioconda”. Quadro dipinto ad olio su legno di pioppo. Misura cm. 77 x cm. 53. Appartiene alle collezioni del Museo del Louvre di Parigi.
In Italia si preferisce chiamarlo "La Gioconda", come lo nominò per primo, nel 1625, Cassiano del Pozzo. All'estero si conosce meglio col nome di "Monna Lisa", come lo intitolò Giorgio Vasari, nel 1550.
Leonardo cominciò a dipingerlo nel 1503 a Firenze, vi lavorò fino al 1506, con interruzioni, secondo la sua abitudine, e non lo terminò mai, secondo la sua opinione.
Rappresenta forse la signora Lisa Gherardini, moglie del commerciante fiorentino Francesco del Giocondo, o forse è una misteriosa signora fiorentina, il cui ritratto gli fu incaricato da Giuliano de' Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico.

La Gioconda: descrizione del dipinto di Leonardo 

GIOCONDA SIGNIFICATO

Il quadro rappresenta una signora rinascimentale.
Il suo viso appare quasi frontalmente, il corpo di tre quarti da un'impressione di movimento giratorio, una delle sua braccia riposa su uno dei braccioli della poltrona dove è seduta e la sua mano destra si posa delicatamente sull'altra.
Contrariamente ai ritratti femminili dell'epoca la donna non porta gioielli, né altri ornamenti.
D'accordo con la moda rinascimentale ha depilate le sopracciglia e parte dei capelli appena sopra la fronte, il petto stretto da un busto e il velo, che le avvolge i capelli, si distingue chiaramente per linea nera che ha sulla fronte. Un sorriso, sul quale tanto s'è scritto e discusso, sfiora le sue labbra. Sorriso che sembra venire da una luce interiore, dato che non si nota contrazione alcuna dei muscoli facciali. Sorriso enigmatico, misterioso, ma che potrebbe anche essere triste e tenero, compassionevole e dolce o, forse, ironico.

Leonardo da Vinci e la Gioconda

LA GIOCONDA MISTERI

Leonardo usò tecniche pittoriche diverse e strane miscele di agglutinanti, dato che le mani della donna si sono conservate ottimamente, mentre il viso appare screpolato. La luce che illumina il viso, il petto, le braccia e le mani viene dall'alto, alla sinistra di chi l'osserva, mentre la parte inferiore del quadro resta in ombra.
Un'altra fonte d'illuminazione proviene dall'orizzonte, illumina il paesaggio e risalta il contorno della sua capigliatura. La bellezza della Gioconda non va ricercata nei suoi lineamenti facciali, ma nell'armonia degli elementi pittorici, nell'originalità meravigliosa dell'insieme e di ogni singolo particolare, nella saggia distribuzione dei colori ed anche nel perfetto accordo sorriso-paesaggio, che emana una sensazione misteriosa e irreale, come una sfida all'intelligenza e allo spirito di chi l'osserva.
In secondo piano appare un paesaggio alpino dirupato, o meglio, sembrano due paesaggi diversi, separati dal ritratto della Gioconda, dato che i loro livelli non corrispondono con la linea dell'orizzonte. In tutti e due si possono scorgere picchi e rocce scoscese, fiumi sinuosi, vegetazione rada, laghi e un ponte.