Architettura razionalista: caratteristiche

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Le caratteristiche dell'architettura razionalista e gli architetti razionalisti: Marcello Piacentini, Giuseppe Terragni, Le Corbuiser e Walter Gropius (4 pagine formato doc)

ARCHITETTURA RAZIONALISTA: CARATTERISTICHE

Architettura razionalista Tendenza dell’architettura degli anni tra le due guerre.

Linee semplici, razionali, essenziali. I principali protagonisti sono Le Corbusier, F. L. Wright, M. Piacentini e G. Terragni (architetti del fascismo). Architettura conobbe tra le due guerre una profonda svolta, intrisa di problematiche sociali. Essa si trovò presto impegnata anche sul piano politico attraverso l’assetto delle città, la pianificazione del territorio, organizzazione dell’industria edilizia. L’architettura razionalista comprende tendenze molteplici: dal Bauhaus di Walter Gropius alla poetica di Le Corbusier.
Elemento comune la riduzione della forma ad una essenzialità al quale corrispondere la massima funzionalità. Oggetti industriali, caratterizzati dalla standardizzazione e dalla riproducibilità. Contenuto polemico verso il monumentalismo classico. Uso di materiali in rapporto con la produzione industriale e l’impegni sociale e politico. La Germania condannò il razionalismo.

Il Razionalismo in architettura: Bauhaus e Le Corbusier

ARCHITETTI RAZIONALISTI EUROPEI

Il fascismo in Italia diede spazio all’architettura moderna tra il 33 e il 36 con numerosi edifici commissionati dal partito nazionale fascista. In seguito il regime preferì uno stile classicista più pomposo e adatto ad affermare la propria stabilità.
Un esempio genovese: Piazza della Vittoria, Concorso bandito nel 1923, vinto da Piacentini; progetto del 1928: piazza e otto palazzi; nel 1931 inaugurato l’arco di trionfo; dal ’34 al ’39 si innalzano i palazzi e i giardini.

Architettura razionalista in Italia: caratteristiche

ARCHITETTURA RAZIONALISTA LE CORBUSIER

Architettura razionalista. L’architettura razionalista nasce in Germania ed è caratterizzato da una stretta connessione tra forma e funzione, l’utilizzo di elementi prefabbricati di dimensioni standard, la riduzione all’essenziale eliminando ogni aspetto superficiale come ad esempio la decorazione, il funzionalismo ed infine un ampio uso di linee, angoli netti e volumi netti. Nel 1933 venne redatta a Parigi, con il preminente impulso di Le Corbusier, la “Carta di Atene”, una sorta di documento che gettava le basi per l’architettura contemporanea. In Italia si soleva far coincidere razionalismo e fascismo poiché il primo era lo stile privilegiato. L’architettura fascista fu senza ombra di dubbio favorita dall’elevato numero di opere pubbliche le quali, realizzate dal regime, ne testimoniavano l’incisiva e concreta presenza all’interno del paese.
Il regime fascista diede il via alla progettazione di aree urbane, alla costruzione di edifici e nuove città come Littoria ( l’attuale Latina), Pomezia, Sabaudia ed Aprilia. Alcune di queste opere hanno pura funzione propagandistica, altre rappresentano dei capolavori ed altre ancora degli scempi ( come nel caso di via della Conciliazione a Roma). Gli edifici eretti in quegli anni avevano un’immagine gelida e cupa seppur grandiosa, a causa dell’utilizzo del marmo, di facciate con lastre piane, della ripetizione di forme geometriche come il cubo e il cilindro, il contrasto dei bianchi e dei neri e l’assenza di decorazioni. Lo scopo principale dell’architetture era quello di incanalare il gusto popolare in un’estetica che fosse lo specchio fedele del regime fascista è quello di “ smuovere le masse”.