L'Arte nel 400

Appunto inviato da stefanellox
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Una premessa sull'Arte che si sviluppa nel 400' e prosegue con la spiegazione della prospettiva, del ritorno al classico, il ruolo dell'artista e l'introduzione al rinascimento (7 pagine formato doc)

Premessa Premessa L'arte italiana aveva iniziato a percorrere una strada autonoma, sia rispetto all'arte medievale sia rispetto a quella gotica, già alla metà del XIII secolo.
È in questa fase che va individuato il reale punto di svolta che porta alla nascita di quella che la moderna storiografia definisce, appunto, «arte italiana». Ma i primi periodi furono soprattutto di incubazione e di sperimentazione: solo all'inizio del XV secolo l'arte italiana pervenne ad una condizione di vera maturazione proponendo una visione artistica pienamente innovativa, e che segnò l'inizio della modernità. Da questo momento, l'arte che nasce a Firenze e si irradia prima in Italia e poi in tutta Europa, non la definiamo più «italiana», ma «rinascimentale», utilizzando un termine usato per la prima volta da uno storico tedesco, Jacob Burckhardt, nell'Ottocento.
Con questo termine si vuole sottolineare come, da questo momento, l'arte torna ad una visione estetica molto simile a quella dell'età classica. In pratica, nel Quattrocento l'arte non nasce ma «rinasce», in quanto essa ci ripropone modelli simili a quelli già realizzati dagli antichi greci e dagli antichi romani. Se i fiorentini e gli italiani ebbero la coscienza di vivere in un mondo nuovo, è difficile dirlo. Per loro, probabilmente il mondo si evolveva lentamente verso stadi di maggiore civiltà, ma senza radicali fratture. Per noi, invece, analizzando la cultura di quei secoli, si ha la sensazione di una precisa cesura: ad un certo punto finisce il medioevo ed inizia un'era nuova. Questa nuova era non fu certo un fatto meramente ed esclusivamente artistico, ma nacque da una condizione mentale molto più vasta e profonda: l'idea che l'uomo fosse al centro del mondo (di questo mondo) e fosse dotato, non solo di libero arbitrio, ma anche di una intelligenza che gli permetteva di capire e decifrare il mondo che lo circondava. In pratica l'uomo andava affrancandosi da quella visione mistica medievale, per cui l'unica conoscenza possibile era quella trasmessaci dalla parola di Dio. D'ora in poi il problema della conoscenza, per l'uomo, diviene sempre più un problema nuovo: quello di affinare i propri mezzi di osservazione e le proprie capacità di analisi e di deduzione. In questo anche l'arte ebbe un ruolo non secondario, soprattutto agli albori del Rinascimento, perché l'arte, in quanto rappresentazione, è sempre conoscenza. Ecco che allora, anche attraverso l'arte, l'uomo rinascimentale affina i propri mezzi di conoscenza: razionalizzare l'immagine significava capire meglio come funziona il mondo, e la nostra relazione percettiva con esso. Da un punto di vista più immediato, l'arte rinascimentale fu segnata da una scoperta molto precisa: la prospettiva. È questo il reale punto di discriminazione: se nell'immagine c'è una prospettiva corretta, l'opera è rinascimentale; se non c'è siamo in presenza di un'opera non rinascimentale. Ma, benché la prospettiva ebbe un ruolo storicamente fondamentale, non fu probabilm