L'arte greca nella crisi della polis

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Descrizione di questo periodo artistico,cause e i due principali esponenti Parassitele e Skopas e delle loro opere.(Documento Word, 1 pag.) (0 pagine formato doc)

L'arte nella crisi della polis: fine del periodo Classico L'arte nella crisi della polis: fine del periodo Classico Dall'ideale al quotidiano.
Dopo la guerra del Peloponneso , e la presa dei Macedoni nell'animo dei greci si instaura un grande senso di sfiducia, che è la causa, nel 388 a.C. (poco prima della morte di Alessandro, 323 a.C.) della fine del periodo classico. In quei duri tempi, quando gli antichi ideali ellenici cominciavano a morire, l'appello alla divinità resta senza risposta, e circola la sfiducia per le leggi divine e degli uomini. L'artista dunque non può far altro che contare sulle proprie forze.
Non gli rimane che contemplare la sua vita malinconicamente e non pensare più ai grandi ideali, ma alla quotidianità e nel ripiego verso la propria interiorità. Ecco che cominciano a scomparire le grandi e impotenti divinità olimpiche per lasciare spazio a delle divinità più vicine ai sentimenti dell'uomo. Colui che incarna maggiormente i modi di sentire dell'epoca è Parassitele. La sua attività più intensa si colloca intorno al 364-363 a.C. quando scolpisce l'Afrodite Cnidia (nome derivato dagli acquirenti, gli abitanti di Cnido). Per la prima volta una dea viene raffigurata nuda (abbiamo infatti il primo nudo femminile della statuaria greca) mentre si riveste dopo il bagno.Il suo corpo sinuoso, a “s”, mostra tutti gli attributi della femminilità, tanto che pare, secondo Plinio, che un giovane se ne fosse innamorato. Lo stesso timbro è dato nell'Apollo Sauroctonos, (dal greco sauros, lucertola e kteinein, uccidere = uccisore di lucertola) statua che rappresenta il dio mentre cerca di uccidere una lucertola che sale su un tronco: è un dio che gioca: situazione che nessuno prima avrebbe mai osato rappresentare in un divino. L'artista Skopas, invece porta a termine la ricerca di Parassitele con la statua di Pothos, divinità che impersonifica una delle 3 forme dell'amore (quello del languore di un amore lontano) che con l'espressione fa trasparire la capacita sensazionale di pathos(ossia di forti e profondi sentimenti) di Skopas, come del resto si vede anche nella sua Menade Danzante.