Bruno Munari

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Ricerca e migliori opere del grande designer italiano: Bruno Munari. (3 pagg., formato word) (0 pagine formato doc)

Arts and Crafts Movimento artistico sorto nella seconda metà del XIX secolo come protesta contro la crescente diffusione della Bruno Munari (Milano 1907- Recentemente scomparso) Artista, grafico e designer, Bruno Munari, seguì da principio i gruppi futuristi milanesi e romani.
A partire dal 1930 creò la serie delle Macchine Inutili, strutture mobili in fil di ferro e sculture cinetiche, quella più conosciuta, che risale agli anni Quaranta, era intitolata L'Ora X, che consisteva in un orologio nel quale le lancette ruotano su un quadrante privo di cifre. Si allontanò via via dal futurismo e si dedicò alla grafica, famoso per la grafica pubblicitaria del Campari, e all'editoria con Mondatori, per cui pubblicò libri per bambini a partire dal 1945.
Era tra i fondatori del MAC, Movimento d'Arte Concreta, nel 1948. Nel 1949 realizzò anche i Libri Illeggibili, costruì dei giocattoli e nel 1954 vinse il premio Il Compasso d'Oro con Zizì, una scimmiotta in gomma per Pigomma. Dal 1956 inizia a collaborare con Danese, coi il quale inventò il Portacenere Cubico nel 1957. Nel 1962 organizzò nello showroom Olivetti a Milano, l'esposizione Arte Programmata. Dal 1968 progettò giochi didattici per Danese, per esempio Abitacolo per Robots del 1970, con cui vinse il concorso Il Compasso d'Oro. Tra i testi ricordiamo L'arte come mestiere del 1966 e Design e comunicazione visuale del 1968. La storia della lampada calza è annunciatrice della genialità progettuale di Munari, infatti, ebbe l'idea di coinvolgere una ditta che fabbricava calze da donna nella realizzazione di una delle lampade più note del design italiano. Questa lampada da soffitto venne realizzata con del tessuto elastico tubolare che pendeva forma mediante anelli metallici. Un altro degli oggetti più geniali di Munari era il Posacenere Cubo, da non fumatore il progettista creò uno dei posacenere più funzionali. La lamina metallica inclinata, formava una fessura che permetteva di raccogliere cenere e mozziconi in un cubo interno in lamina, estraibile per la sua pulizia. In più la sua forma impediva l'uscita del contenuto durante gli spostamenti. La sedia di Munari era un'ironica risposta alla prospettiva della vita di corsa. Progettata nel 1945, aveva le caratteristiche di una sedia classica con intarsi e sedile in alluminio, ma la presa in giro consisteva nella seduta inclinata a 45', destabilizzante risposta alla vita che corre veloce, alla frenesia che ruba il tempo. La scimmietta Zizì era un giocattolo in gommapiuma armata, piacevole al tatto e le punte arrotondate evitavano che il bambino si facesse male, poteva assumere diverse posture grazie al fil di ferro interno.