"Deposizione dalla croce" di Rosso Fiorentino

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Analisi dettagliata dell'opera d'arte di Rosso Fiorentino (2 pagine formato doc)

Lettura dell'opera d'arte: "Deposizione dalla croce" di Rosso Fiorentino


  1. Soggetto e contenuto.
    La tavola il momento drammaticamente conclusivo del sacrificio di Cristo, capace di racchiudere in sé tutte le fasi della missione sulla Terra. L'autore azzarda la raffigurazione di un episodio assolutamente inedito, non rintracciabile nei Vangeli (il concitato istante in cui il corpo del Cristo sta scivolando dalle braccia di coloro che sono incaricati di toglierlo dalla croce). Analoghe considerazioni possono essere condotte in merito all'articolazione formale delle figure. Nel dipinto, il giovane dai capelli rossi in primo piano, che per la disperazione nasconde il viso tra le mani, è stato definito dal Ciardi un "autoritratto negato" dell'artista: anche in questo caso il pittore ha optato per un personale coinvolgimento nell'evento raffigurato, al fine di sottolineare la propria intensa partecipazione emotiva.
    La pala d'altare è idealmente divisa, dalla croce, in quattro differenti quadranti, all'interno dei quali si muovono le figure di un dramma: Cristo non è colto nell'atto di trionfare sulla morte, ma è cadavere, individuato da un colore verde che quasi si confonde con il legno della croce; nella sua fissità egli è contrapposto al movimento degli uomini colti nell'atto di schiodarlo dagli assi della croce. In basso a destra, Maria assume i medesimi colori del figlio, amplificando il messaggio di morte e cupa disperazione, e sembra quasi scomparire nelle sue vesti, mentre è sorretta da due donne e la Maddalena, in un rosso acceso che stride con i panneggi della Vergine, si dispera alle sue ginocchia. In basso a sinistra, si staglia solitaria la disperazione dell'apostolo Giovanni, il cui volto, nascosto dalle vesti, mostra un dolore ellittico, assente come la vita in questo Cristo.