Edgar Degas: biografia e opere

Appunto inviato da stefando
/5

Biografia di Edgar Degas e descrizione di alcune sue opere: La lezione di danza (1873-75), L'assenzio (1875-76) e La tinozza (1886) (4 pagine formato doc)

EDGAR DEGAS: BIOGRAFIA

Edgar Degas (1834 – 1917) – Il ritorno al disegno.

Edgar-Hilarie-Germain de Gas (detto Degas) nasce il 19 Luglio 1834 a Parigi da una ricca e nobile famiglia all’interno della quale trascorre una fanciullezza e una prima gioventù tranquille e agiate.
Il padre, un banchiere di origine napoletana, è un uomo di raffinata cultura e sotto la sua guida il giovane Degas comincia a frequentare assai precocemente il Museo del Louvre, ove ammira soprattutto i grandi del Rinascimento italiano. La scelta di intraprendere la carriera artistica è dunque subito assecondata dal padre. La prima formazione pittorica avviene in ambiente accademico e il suo principale punto di riferimento è rappresentato inizialmente da Ingres, del quale ammira soprattutto la straordinaria purezza del disegno. La scuola di Belle Arti non fa comunque per lui e dopo appena sei mesi ne abbandona la frequenza e intraprende lunghi e regolari soggiorni in Italia (1854-1859), frequentandone a più riprese i musei e riempiendo di schizzi e annotazioni. Degas si dimostrerà sempre profondamente insoddisfatto della propria arte, che continuerà ad affinare con lo studio dei grandi del Rinascimento. Tornato a Parigi continua lo studio dei classici, ai quali si sente ormai di aggiungere, come fece anche Manet, il romantico Delacroix.

EDGAR DEGAS: OPERE

Da queste premesse appare subito evidente come la personalità artistica di Degas sia articolata e complessa. Nonostante l’impegno e la propaganda impressionisti, però, egli rimase sempre un convinto assertore del disegno e anche della pittura in atelier, come prescritto dalla migliore tradizione accademica. Secondo l’artista, infatti, anche l’impressione di un istante è così complessa e ricca di significati che l’immediatezza della pittura en plein air non può che coglierla in modo riduttivo e superficiale. Si percepisce in Degas una certa essenzialità soprattutto dai disegni e dagli schizzi pera paratori, ai quali il pittore riserva una cura meticolosa, per nulla impressionista. E’ il caso, ad esempio, di Nudo femminile, uno studio per la realizzazione di un dipinto a carattere storico, genere al quale l’artista si era dedicato all’inizio della carriera. La precisione del segno e la morbidezza del chiaroscura rendono il bozzetto un’opera già perfettamente autonoma e conclusa, libera dalle convenzioni accademiche (la posa non è certamente classica), ma nel tempo stesso anche estranea a qualsiasi compiacimento erotico.

EDGAR DEGAS IN A CAFE'

Nel 1861 l’artista conosce Manet con il quale instaura una profonda, anche se contrasta, amicizia. Con Manet, infatti, egli divide la passione per le stampe giapponesi, delle quali diventa in breve uno dei massimi collezionisti e grazie a lui viene anche introdotto nel gruppo del Café Guerbois. Alla metà degli anni Sessanta la sua pittura, pur rimanendo fedele agli ideali del disegno e del lavoro in atelier, si caratterizza sempre più in senso realistico. Ciò non significa rappresentare le cose e i personaggi così come appaiono ma piuttosto come li conosciamo per averli visti tante volte e in diversi contesti, al fine di “stregare la realtà”. Pertanto la natura di Degas non è mai quella immediatamente derivante dalla sensazione visiva, come in Monet, ma il frutto complesso di studi, riflessioni e accomodamenti successivi. Dal 1874, in seguito alla morte del padre, gli affari di famiglia subiscono un brusco tracollo al quale Degas  si sente in dover di far fronte e, per la prima volta, è costretto, come gli altri Impressionisti, a dipingere per vivere. E’ a partire da questo periodo che l’artista inizia a lavorare sul tema delle ballerine, un soggetto che a lui – frequentatore da sempre di opere, balletti e spettacoli teatrali – era estremamente congeniale e che trovava nel contempo un discreto successo tra i collezionisti. Il decennio tra il 1880 e il 1893 segna il periodo di massima notorietà dell’artista, il quale, pur avendo partecipato a ben sette delle otto mostre impressioniste e continuando a esserne uno dei più attivi organizzatori, persiste nel definito “realista” piuttosto che “impressionista”. Morì il 27 settembre 1917. A quel punto la rande stagione dell’Impressionista poteva considerarsi definitivamente conclusa.

La lezione di danza di Edgar Degas: descrizione e spiegazione

EDGAR DEGAS: LA LEZIONE DI DANZA

La lezione di danza (1873-75) Edgar Degas. La Lezione di danza è il primo dei grandi dipinti appartenenti alla serie delle ballerine. Realizzato tra il 1873 e il 1875, dunque a cavallo della prima esposizione impressionista nello studio di Nadar, contiene in sé già tutti i temi della maturità artistica di Degas. In esso l'artista rappresenta il momento in cui una ballerina sta provando dei passi di danza sotto l'occhio vigile del maestro mentre le altre ragazze, disposte in semicircolo, osservano attendendo a loro volta il proprio turno di priva. Il taglio che Degas impone al dipinto è di tipo fotografico (infatti Degas, tra gli impressionisti, era quello più affascinato dalla fotografia) e, come in un'istantanea, alcune figure risultano fuoriuscire dall'inquadratura. Ciò suggerirebbe una pittura di getto, atta a cogliere l'impressione d'un momento. In realtà l'opera è frutto di un difficile lavoro di "atelier", condotto su decine di schizzi preparatori, come testimoniano gli stessi tempi di realizzazione (tre anni).    

EDGAR DEGAS: BALLERINE

I gesti delle ballerine sono indagati con attenzione quasi ossessiva, ognuna ha una sua individualità, una sua gestualità (atletica o quotidiana): Quella con il fiocco giallo, seduta sul pianoforte, si sta grattando la schiena; quella di spalle con il fiocco rosso fra i capelli, invece, sta facendosi aria con un ventaglio. Tra le altre, poi, v'è quella che si accomoda l'orecchino, quella che si sistema l'acconciatura, quella che osserva, quella che ride, quella che parla con la compagna: come in ogni classe scolastica quando, sul finire della lezione, l'atmosfera si fa più rilassata e informale.    
Cogliere questi aspetti marginali ma significativi del quotidiano è una scelta precisa dell'artista, che in ogni sua opera si pone nei confronti dei personaggi, secondo quanto lui stesso amava dire, "come se si guardassero dal buco della serratura".    
Degas ricostruisce l'atmosfera della sala con garbo e raffinatezza, inserendo le sue fanciulle in una luce morbida. Sia il disegno prospettico del pavimento sia il tono complessivamente neutro del parquet e delle pareti, sul quale si stagliano i candidi costumi delle ballerine, contribuiscono a dare all'insieme un senso di quieto realismo, tipico di tutti gli interni dell'artista. Dal punto di vista tecnico, infine, in opposizione alle teorie impressioniste, egli non rifiuta né il disegno (evidentissimo nella figura del maestro, il cui volume netto e definito la rende il centro di tutta la composizione) né l'uso del bianco e del nero. Bianchi sono infatti i tutù delle fanciulle, nei quali il senso di leggerezza è sottolineato dalla presenza di sfumature dello stesso colore dei fiocchi che portano in vita e neri, invece, sono i nastrini di raso al collo. In questo dipinto, come d’altronde in altri della produzione dell’artista, primeggia la linea diagonale, il che conferisce alla scena una prospettiva energica.

EDGAR DEGAS: ASSENZIO

L’ASSENZIO (1875-76) Edgar Degas. Degas è un pittore che non ama i paesaggi né, di conseguenza, la loro rappresentazione. Le sue ambientazioni, al contrario, fanno sempre riferimento ai caratteristici interni parigini. Ne costituisce un esempio emblematico "L'assenzio", forse il più celebre dei dipinti di Degas, a cui, in seguito, si ispirò anche Manet. L'opera, realizzata tra il 1875 e il 1876 è ambientata all'interno del Café Nouvelle- Athènes che, insieme al Café Guerbois, era uno dei luoghi di ritrovo prediletti dagli Impressionisti. La composizione (ma in questo caso sarebbe più corretto chiamarla inquadratura) è volutamente squilibrata verso destra, quasi a dare il senso di una visione improvvisa e casuale. L'immagine invece è costruita, come sempre in Degas, in modo rigoroso e quasi scientifico. Si noti, poi, la prospettiva obliqua, quasi che l’artista volesse introdurci nel locale seguendo il loro allineamento.