Espressionismo (prima parte)

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Prima parte dei una tesi sull'ESPRESSIONISMO,(pag 1-19) dove viene definito il quadro storico,il termine espressionismo, "Il cavaliere azzurro", e il nudo nella corrente. (documento pdf 19 pagg.) (0 pagine formato pdf)

L'ESPRESSIONISMO EDWARD MUNCH "L'URLO" QUADRO STORICO L'ATMOSFERA DELL'ESPRESSIONISMO L'espressionismo nasce e si sviluppa negli anni compresi tra la fine dell'800 e il primo trentennio del '900, un periodo storico questo abbastanza delicato.

Nell'Europa d'inizio secolo si vanno, infatti, diffondendo le teorie nazionaliste, promotrici del dominio e dell'annientamento dell'avversario e di una visione del mondo dominato da un unico vincitore. Il clima di quegli anni è di tensione e di angoscia, componenti che i pittori espressionisti porranno come ispiratrici e soggetti delle loro opere soprattutto in Germania, il paese in cui l'espressionismo ha avuto la sua maggior espansione rispetto ad altri.
La prima guerra mondiale ha rappresentato la valvola di sfogo di questo generale malcontento, che aveva iniziato ad accumularsi già durante la fine dell'età Bismarckiana e negli ultimi decenni del 1800. Questa guerra, da molti addirittura cercata e voluta, era vista come un evento purificatore, che avrebbe cancellato tutti i problemi irrisolti di quel periodo. La distruzione totale sembrava l'unico mezzo adatto per ricominciare da un nuovo e diverso ordine, per poter rifondare una nuova società. Praticamente però sin dall'inizio del conflitto, coloro che si erano fatti promotori dell'evento bellico e coloro che lo appoggiavano da un punto di vista ideologico, si resero conto che guerra non significava solo nascita di un nuovo ordine sociale, ma soprattutto morte e distruzione. Analizzando dopo tanto tempo gli anni che fanno da contorno al primo conflitto mondiale, ci si accorge di come dovesse essere paranoica e distorta la visione della vita in quel periodo, deformata dalle stesse alterazioni che hanno caratterizzato le opere degli artisti di quel tempo. Si ha la sensazione che all'inizio del secolo in buona parte della popolazione europea stesse come dilagando una generale perdita di identità. Il filo conduttore degli eventi di quegli anni sembra essere una certa alienazione, un certo distacco dalla realtà, spesso e volentieri intesa e assimilata in modo errato o quanto meno secondo parametri falsati. Il fatto stesso che si volesse fortemente lo scoppio di un conflitto bellico mi sembra un desiderio assurdo e allucinato. La generale confusione di quel periodo penso possa essere ricondotta anche al fatto che in alcuni paesi andavano instaurandosi regimi totalitari, in cui una sola persona, o nel migliore dei casi un'oligarchia, decideva per tutta la popolazione, sottomettendola al proprio potere. E il caso della nascita della Russia di Stalin, dell'Italia di Mussolini e della Germania di Hitler. Questi tre esempi, anche se non proprio tutti contemporanei tra loro, penso rappresentino i casi più eclatanti di come una popolazione possa essere sollevata dalla responsabilità di prendere decisioni. E vero, a volte il fardello delle scelte da operare può divenire particolarmente pesante, ma rimettere nelle mani di un unico individuo il destino di una intera naz