Giotto e novità

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le vere novità Giottesche, breve descrizione del più grande artista del 1300. Giotto è colui che rimutò l’arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno (1 pagine formato doc)

GIOTTO GIOTTO È in assoluto il più grande artista del 1300, e in generale è uno dei massimi artisti della cultura occidentale.
Giotto è stato famosissimo presso i contemporanei ove Dante e Tetrarca lo definisco miglior pittore della pittura contemporanea, il vero innovatore della pittura in generale. Considerato una “pietra miliare” cioè è un punto di riferimento importante per la storia dell'arte. Nasce probabilmente nel 1267 a Colle di Vespiniano. 1280: testimoniato a Roma in contatto con Pietro Cavallini 1295-1300 (circa): è ad Assisi ad affrescare la basilica superiore di S. Francesco “Storie di S.
Francesco” 1300: a Roma in occasione del Giubileo 1302 - 1305: importante committenza per la Cappella degli Scrovegni a Padova 1320 - 1325: a Firenze dove affresca le cappelle Bardi e Peruzzi nella chiesa di Santa Croce a Firenze 1328: Napoli alla corte di Roberto D'Angiò 1334: torna Firenze dove è nominato responsabile della fabbrica del Duomo di Santa Maria del Fiore, e in generale è il responsabile di tutti i monumenti fiorentini. 1335: è testimoniato anche a Milano da Azione Visconti 1336: torna a Firenze 08.01.1337: muore a Firenze e viene sepolto nella chiesa di Santa Croce. Grazie a Cennino Cennini, colui che si può considerare il primo vero storico dell'arte, scrive di Giotto nel libro dell'arte scritto i volgare, rendendolo così intramontabile. Dice: “Giotto è colui che rimutò l'arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno”. Praticamente Giotto trasforma l'arte della tradizione Bizantina (Greca) a quella Classica (Latina) e la riduce al moderno. In questa piccola frase sta tutta la rinnovazione della pittura moderna. Quali sono le vere novità Giottesche? l'uso della prospettiva, da una bidimensione si passa al 3D l'effetto del chiaro-scuro è quindi in grado di dare volume i corpi non sono più rigidi ma addirittura voltati gli sfondi paesistici il cielo torna azzurro, basta con l'oro espressione dei visi: pianto o riso (vedi libro di Giotto pag. 5-6-7)