ORDINE DORICO

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Non si può dire che l’aspetto dei templi dorici sia pesante e privo di eleganza, ma che si incontrano difficoltà nella disposizione armonica di triglifi e lacunari (1 pagine formato doc)

ORDINE DORICO ORDINE DORICO Alcuni architetti antichi sostennero che non valeva la pena di costruire templi in stile dorico perché le loro proporzioni erano piene di difetti e disarmoniche.
Non si può tuttavia dire che l'aspetto dei templi dorici sia pesante e privo di eleganza, ma piuttosto che si incontrano notevoli difficoltà se non ostacoli insuperabili nella disposizione armonica di triglifi e lacunari. Infatti i triglifi devono trovarsi in corrispondenza dell'asse delle colonne e le metope che si trovano fra un triglifo e l'altro devono essere lunghe quanto alte. Ma sulle colonne angolari i triglifi vanno collocati sullo spigolo e non sull'asse centrale dell'abaco.
Per la determinazione della misura di base del tempio, si divida la facciata sul piano dello stilobate in 27 parti se il tempio è tetrastilo, in 42 se esastilo; detta misura è denominata modulo. Ecco alcune norme citate da Vitruvio nel libro quarto del “De Architectura”: -        Il diametro delle colonne sarà di due moduli, l'altezza, compreso il capitello, sarà di quattordici; (…) -        La colonna deve avere venti scanalature che possono restare appena sfacettate oppure, volendo praticare una scanalatura profonda bisogna seguire questo metodo: si disegni un quadrato il cui lato sia uguale all'ampiezza della scanalatura da uno spigolo all'altro; si punti quindi il compasso al centro di detto quadrato e si tracci una circonferenza che ne tocchi i vertici; l'ampiezza di ciascuno dei quattro archi ottenuti indicherà la forma e la profondità della scanalatura. Ecco come la colonna dell'ordine dorico possa presentare delle scanalature perfette. -        Per quanto riguarda il rigonfiamento della parte centrale o entasi si adotti lo stesso procedimento applicato per l'ordine ionico. Descrizione sintetica sui caratteri dell'ordine dorico: L'ordine dorico prevede una colonna scanalata, abbastanza massiccia, che si va ad assottigliare verso l'alto, mentre circa nella parte mediana è leggermente rigonfia, in modo da evidenziare lo sforzo dell'elemento verticale sotto il peso dell'architrave. La colonna dorica, poggiante direttamente sul piano di base del tempio (stilobate) termina in alto con un capitello composto da echino e abaco, rispettivamente una parte rotonda schiacciata e un elemento a forma di parallelepipedo. Il fregio è alternato da tavolette rettangolari decorate (metope) e da serie di tre scanalature (triglifi). Importanti esempi di templi dorici sono il tempio della “Concordia”, il “Partenone”, i templi di “Paestum”.