Arte della Controriforma e Concilio di Trento

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Riassunto sull'arte della controriforma e il Concilio di Trento (1 pagine formato doc)

ARTE DELLA CONTRORIFORMA

Pittura Controriformata. Concilio di Trento - Pittura Controriformata. Concilio di Trento. Specie dopo la chiusura del concilio di Trento (1563), la chiesa condusse una battaglia implacabile contro ogni forma di pensiero che mettesse in discussione la dottrina cattolica e i suoi fondamenti teorici.

Le gerarchie ecclesiastiche impostarono una capillare azione di censura, tesa a bloccare ogni idea nuova in campo scientifico e filosofico. Strumenti fondamentali di questa politica sono stati il Tribunale dell’Inquisizione (Tribunale del Santo Uffizio) e l’indice dei libri proibiti, un elenco costantemente aggiornato di libri considerati controproducenti e dannosi per il buon cristiano.
Ad intervanti analoghi furono sottoposti il teatro e le arti figurative, oggetto di particolare attenzione per la loro capacità di influire su larghi strati della popolazione: il Concilio di Trento vietò l’esposizione di immagini contrarie al dogma, ed emanò precise direttive per gli artisti, a cui venne imposto il compito di istruire il popolo all’ortodossia e alimentarne la devozione.

La Controriforma: riassunto

RIFORMA E CONTRORIFORMA ARTE

Tra le opere più bersagliate dalle censure spicca il Giudizio Universale di Michelangelo, specialmente per “l’indecenza” dei suoi nudi, e alla fine le nudità vennero coperte da una serie di drappeggi. 
Si raccomandò il ritorno a composizioni semplici e di immediata comprensione, con pochi personaggi che dovevano essere colti in atteggiamenti chiari, per indurre alla preghiera il fedele e coinvolgerlo emotivamente, ma senza cadere in eccessi di drammaticità e teatralità.

Età della Controriforma e Manierismo: riassunto

ARCHITETTURA DELLA CONTRORIFORMA

Esempio: L’Assunta dei Frari (fig. 1) di Tiziano. Quest’opera suscitò grande ammirazione e discussione al tempo stesso, per le dimensioni grandiose, i gesti eloquenti ed enfatici e la vivacità che contraddiceva la tradizionale calibrata armonia delle pale veneziane. Tiziano dipinse nel 1535 un’altra Assunzione della Vergine nella quale è evidente il mutamento di linguaggio in base alle esigenze della nuova pittura controriformata, che richiedeva iconografie più semplici e composte.