Il Quattrocento e l'arte: riassunto

Appunto inviato da 8384
/5

Il Quattrocento in pittura, scultura e architettura. Analisi delle formelle di Brunelleschi e Ghiberti per il concorso del 1401 (3 pagine formato doc)

L’ARTE DEL QUATTROCENTO

Con l’espressione “Rinascimento si indica comunemente il periodo compreso tra il XV e il XVI secolo, durante il quale si verificarono profonde trasformazioni culturali e artistiche, nel tentativo di far rinascere la cultura classica.

L’arte del Rinascimento collocò al centro dell’universo l’uomo; la natura stessa venne vista come parte di questo universo di cui l’uomo era dominatore. Per questo motivo l’arte manifestò un forte senso del naturalismo, che lo studio dell’anatomia e della prospettiva portò a livelli di perfezione.

ARCHITETTURA

L’architettura del Quattrocento, abbandonato il gusto gotico, si ispirò in parte al romanico e in parte al mondo classico, riproponendo gli ordini ed altri elementi decorativi antichi in realizzazioni improntate alla massima razionalità.
Lo studio appassionato e rigoroso delle proporzioni costituì l’elemento fondamentale e caratteristico di questa architettura, che ebbe i suoi più grandi innovatori negli architetti fiorentini Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti.

Il primo diede soluzioni spaziali fondate su un razionale equilibrio degli elementi compositivi, unificati nella visione prospettica; il secondo riassunse in sé le caratteristiche dell’architetto inteso in senso moderno, cioè di colui che disegna i suoi progetti lasciando ad altri il compito di realizzarli.

Artisti e opere dal 400 al 500: riassunto

SCULTURA

La scultura, che nei periodi romanico e gotico era stata costretta nei limiti imposti dall’architettura, ritrovò nel Rinascimento la sua grande stagione e tornò ad essere completamente autonoma.
Rimasero i soggetti religiosi, ma si aggiunsero i soggetti mitologici, i ritratti, i monumenti celebrativi. Si ampliò anche la varietà di materiali usati e oltre al marmo e al bronzo, che venne fuso per la realizzazione di grandi monumenti, si utilizzò la terracotta invetriata, che fu un’invenzione di Luca Della Robbia.
Nella scultura del primo Quattrocento fiorentino è possibile distinguere una corrente di tradizione gotica che accetta solo in parte le innovazioni del nuovo classicismo e una corrente caratterizzata da un accentuato realismo. Alla prima di queste correnti fa capo Lorenzo Ghiberti, la cui più appariscente virtù fu l’inimitabile grazia delle sue opere; alla seconda appartiene Donatello, nelle cui sculture ha espresso soprattutto il carattere e la vita dei personaggi.
Anche il bassorilievo raggiunse pregevoli risultati sia con lo stesso Ghiberti, che eseguì in bronzo la decorazione di due porte del Battistero di Firenze, sia con Donatello, che ottenne mirabili effetti di profondità con una tecnica e rilievo minimo, di grande effetto pittorico, detta stiacciato.
Altri scultori, fra i quali eccelsero soprattutto il Pollaiolo e il Verrocchio, mirarono ad un’espressione di accentuato realismo, sviluppando ulteriormente le tendenze innovative della scultura rinascimentale.