Sant'Anna, la Vergine e il bambino con l'agnellino di Leonardo: descrizione

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Sant'Anna, la Vergine e il bambino con l'agnellino: descrizione e commento dell'opera di Leonardo da Vinci conservata al Louvre di Parigi (1 pagine formato doc)

SANT'ANNA, LA VERGINE E IL BAMBINO CON L'AGNELLINO DI LEONARDO: DESCRIZIONE

Scheda di lettura dell'opera d'arte: “Sant’Anna, la Vergine, il Bambino e l’agnello” di Leonardo da Vinci.
Datazione: 1510-13.
Luogo di collocazione: Musèe du Louvre, Parigi.
Materiale e tecnica: olio su tavola.


Dimensioni: 168 x 112 cm.

1. Schema compositivo: impianto strutturale e linee guida.
Lo sviluppo è piramidale, le figure sono sovrapposte una sull’altra. I corpi dei personaggi si contrappongono: Leonardo ha voluto creare un gioco di forze contraddittorie, che alla fine riportano l’attenzione dello spettatore verso il centro della composizione.

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2.

Paesaggio e il suo rapporto con i personaggi.
Il paesaggio è “all’infinito”: non è presente una linea di orizzonte ben definita, Leonardo ha invece preferito creare l’illusione della profondità e della lontananza con la tecnica dello sfumato. La natura sembra viva, la realtà è vista come qualcosa di mutevole e non è concepita come “fissa” e stabile. Sullo sfondo le montagne sono avvolte dall’umidità atmosferica, Leonardo è stato capace di cogliere la mutevolezza dei colori, i quali dipendono dalla luce, ma non solo, si può avere infatti anche una “contaminazione” dei colori, che possono apparire più tenui o più vivaci messi in relazione con gli elementi che li circondano. Dietro ai personaggi si riesce a intravedere una stradina di montagna circondata da alberi resi in modo molto particolareggiato. In primo piano sono presenti delle rocce stratificate rese con estrema cura e realismo.

3. Elementi che evidenziano la plasticità e il movimento delle figure.
Abbandonando la tradizionale tecnica pittorica toscana (forme solide e compatte, certezza dei contorni che non sono più adatti) Leonardo ha evidenziato la plasticità delle forme (dei visi, degli arti, dei corpi, ma anche dei panneggi e degli elementi naturalistici) con la tecnica dello sfumato. I colori sono modulati in più gradazioni, non più solo mediante il chiaroscuro.

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4. Espressioni del viso confrontate con opere leonardesche precedenti.
Le espressioni sono meno vitali, la vivacità ha lasciato il posto alla malinconia e alla dolcezza. Espressioni affettuose e serafiche sono dipinte sui volti dei personaggi, molto lontane dai volti grotteschi e violenti dei guerrieri della “Battaglia di Anghiari”.

5. Somiglianze e cambiamenti rispetto al cartone preparatorio.
Una prima differenza è la presenza dell’agnello, che ha sostituito San Giovannino. Anche la posizione delle due donne è cambiata: nella versione finale si ha quasi una sovrapposizione delle due figure femminili, inoltre Gesù bambino non è più in braccio alla madre, ma gioca con l’agnello (che allude simbolicamente al sacrificio di Cristo) accentuando la naturalezza della scena.