Il Seicento: Bernini e Borromini

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Il contesto storico e l'arte del Seicento di Bernini e di Borromini (3 pagine formato doc)

IL SEICENTO: BERNINI E BORROMINI

Il Seicento.

Alla fine del ‘500 il problema della cultura, intesa come esperienza di natura e storia, non trova più risposte nel manierismo, ma nel barocco che ha come causa l’affermazione dell’ideologia cattolica. La lotta religiosa, non si ferma più al campo dottrinale, ma si estende alla condotta umana e alla politica, questo porta quindi a rivalutare il rapporto tra uomo e Dio. Per i protestanti il lavoro dell’uomo è un’espiazione del peccato originale e la salvezza è destinata a pochi e solo attraverso la Grazia divina.
Per i cattolici invece, Dio ha dato all’uomo il modo per giungere alla salvezza poiché la Chiesa guida l’agire umano e spiega il significato della natura e della storia. In campo artistico, mentre nel Rinascimento l’arte si fondava su un ritorno all’antico, l’ideale barocco pone le sue radici sul concetto di storia, inteso però come un percorso di salvezza che non prevede un ritorno al passato e al classicismo, ma una reinvenzione.  La salvezza può avvenire soltanto con l’espandersi della cultura che deve essere quindi accessibile a tutto il popolo e anche a coloro che appartengono a classi sociali meno dotte poiché ogni attività umana, dalla più prestigiosa a quella più umile, deve essere svolta per la gloria di Dio. L’arte barocca non vuole essere un mezzo di conoscenza, essa infatti nasce con lo scopo di persuadere, commuovere e soprattutto di insegnare l’arte dell’immaginazione; assume connotati dall’espressività forte: è un’arte scenografica con il compito di stimolare l’interlocutore emotivamente. Se non si può immaginare altro che la realtà quotidiana, non si può aspirare nemmeno alla salvezza. L’arte permette di superare la realtà e di giungere dunque al possibile, e per questo ciò che viene rappresentato dall’artista deve diventare modello di comportamento. Dato che l’arte Barocca ha come scopo primario quello di persuadere, le immagini raffigurate sono dettagliatamente realistiche ma sempre accompagnare da figurazioni immaginarie. L’arte barocca sviluppa una vasta gamma di tendenze a causa delle sue molteplici funzioni e della varietà dei gruppi, si determina così la varia distinzione tra i diversi generi artistici a ognuno dei quali corrisponde una specializzazione (pittore di paesaggi, nature morte, ecc.) per questo talvolta artisti diversi lavorano alla medesima opera, ciascuno con le proprie competenze.  

Borromini: opere principali

BERNINI E BORROMINI RIASSUNTO

Bernini. C’è un legame tra immaginazione e realtà grazie al possesso della tecnica poiché grazie ad essa si può tradurre in pratica l’immaginazione. Per Bernini non c’erano limiti nell’immaginazione poiché in lui era forte la tecnica. Questo modo di fare era quello che gli chiedeva il committente. La tecnica era indispensabile. Nel ‘500 tutto era dato come certezza mentre il ‘600 è l’epoca del dubbio e dell’angoscia, e l’arte sottolinea questi aspetti di cambiamento culturale. Nel Barocco viene richiesta la fantasia e l’immaginazione. Rispetto a Caravaggio, Bernini è stata la figura più acclamata e di successo.

BORROMINI OPERE

Borromini. C’era una forte competizione tra Bernini e Borromini e quest’ultimo, subiva molto questo astio. Tra i due c’è una sostanziale differenza nel modo di concepire l’arte: Bernini si caratterizzava per l’effetto sorpresa, l’articolazione dello spazio e soprattutto per la tecnica che possedeva con cui portava quasi il marmo a ‘parlare’, mentre Borromini aveva meno evasioni e si caratterizzava per la sua tecnica costruttiva che applica con rigore mentale all’interno di ciò che vuole rappresentare. Borromini ha un linguaggio molto diverso da quello di Bernini che era più fantasioso e dinamico.