Lo stucco nel barocco e Giacomo Serpotta

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Descrizione della tecnica dello stucco nel barocco e breve biografia di Giacomo Serpotta; fu uno scultore e stuccatore italiano (1 pagine formato doc)

STUCCO NEL BAROCCO

Lo stucco nel Barocco.

La lavorazione dello stucco ebbe nel barocco una diffusione molto ampia soprattutto nei paesi della controriforma. All'interno degli edifici religiosi, le pale d'altare si ornano di pannelli marmorei scolpiti in rilievo e di colonne tortili, mentre le cornici e i frontoni sono arricchiti da figure di angeli. L’adozione della materia tenera non è estrinseco espediente, ma intima necessità della visione degli artisti fatta di grazia  fresca  e esuberante, sensibile al più minimo gioco di chiaro scuro, che sottolinea l’andamento della forma così da divenire un alleato della linea .In particolare in Serpotta la sensibilità permette all’artista di introdurre brani di realtà immediata; per lui –come per molti altri stuccatori- il gioco del continuamente mosso dato dal chiaroscuro diviene uno degli aspetti più significativi di quella visione di moto in cui è da riconoscere l’elemento stilistico peculiare del gusto meridionale sia che si concretizzi in espressione sacra o profana.

Il Barocco: riassunto breve

TECNICA DELLO STUCCO: GIACOMO SERPOTTA

Giacomo Serpotta.

Di questo artista siciliano e della sua formazione si sa poco. Nacque a Palermo dove raggiunse l’acme della sua maturazione artistica, anche se è probabile che la sua formazione sia avvenuta a Roma. La prima opera documentata è la decorazione della Madonna dell’ Itria di Monreale (1677), che non differisce molto dalle contemporanee correnti manieristiche. Sono da attribuire a Giacomo le decorazioni dell'oratorio di S Mercurio (1678). Sono andate perdute altre due opere: l’oratorio della carità, e ”la Cultura “ per San Giorgio dei Genovesi  (rispettivamente del 1679 e del 1681).Le opere più importanti del Serpotta si concentrano tra il 1683 e il 1723 anni in cui decorerà le chiesa del Carmine e gli oratori di S. Cita, di San Lorenzo, di san Domenico, di Sant’Agostino e di san Francesco. In queste opere egli si rifà alla tecnica Gangesca delle storiette, cui però dà un nuovo significato inserendo al loro interno figure allegoriche che rappresentano le proiezione e le riflessioni dell’autore stesso sui lontani fatti narrati nelle storiette. Massimo esponente della scultura barocca siciliana, Serpotta viene inoltre considerato il precursore delle caratteristiche forme appartenenti al rococò.