La zattera della Medusa, di Gèricault

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Analisi dell'opera del pittore romantico Gèricault, la zattera della Medusa(formato word pg 2) (0 pagine formato doc)

Sandrone Marco Sandrone Marco V° C 11/01/2001 LA ZATTERA DELLA “MEDUSA” Theodore Gèricault Olio su tela, 491 x 716 cm Parigi , Louvre Vita: Theodore Gèricault nasce a Rouen nel 1791 e muore a Parigi nel 1824 a soli 32 anni.
La breve durata della sua vita non offuscarono tuttavia il suo genio artistico che si rivelò in opere bellissime e dense di emozioni forti come la Zattera della “Medusa”, l'opera soggetto di questa scheda di analisi. Come nasce l'opera: Gèricault rappresentò quest'opera a seguito di un evento drammatico avvenuto in quegli anni che suscitò non poco scalpore fra i contemporanei. A seguito di un naufragio della nave “Medusa” 150 persone saltarono in mare su di una zattera e solo 15 rividero la terra, dopo numerosi episodi di cannibalismo, disperazione, pazzia e annegamenti.
Fu un evento tragico e proprio la tragicità dell'evento fece riflettere Gèricault che, mentre progettava il quadro, si chiedeva quale fosse il momento piu' idoneo per essere ritratto, il naufragio, gli atti di cannibalismo, la salvezza, la morte. Diversi aspetti di un unico risvolto storico…fra tutti questi Gèricault ne scelse uno particolarmente originale, cioè l'avvistamento della nave-salvezza Argus da un lato e la profonda desolazione della loro condizione animalesca dall'altro…condizione peraltro dettata dai numerosi giorni trascorsi in mare Analisi dei colori: I colori sono uno degli elementi che piu' mi han colpito di questo dipinto…generalizzando possiamo dire che i colori sono cupi, richiamano desolazione, ed è raro trovare tinte brillante e forti. La camicia dell'uomo di colore che viene usato come bandiera per essere avvistati è si di colore rosso, ma di un colore rosso cupo, rosso “sangue” direi, e tutta la scena è offuscata da un enorme nube nera che oscura la zattera (aumentando il senso di desolazione e incertezza sul destino di questi uomini, perché se da un lato hanno scorto la nave in lontananza, dall'altro sia la direzione del vento che la lontananza della nave mettono in dubbio l'avvistamento dei naufraghi). Quindi colori cupi, scuri, che sono in qualche modo oscurati dalla nuvola sopra le teste dei sopravvissuti. Sprazzi di crudo Realismo: Gèricault in questa scena volle introdurre alcuni elementi che ponessero l'osservatore vicino alla disperazione dei naufraghi. Compaiono in questo quadro alcuni elementi realisti che rendono il quadro “terribilmente vero”, come per esempio l'uomo in basso a sinistra che spossato mostra un calzino bianco in un piede. O anche l'uomo in basso a destra, che fu aggiunto solo in un secondo momento per bilanciare la composizione, che ha la testa completamente immersa in acqua, con una posa innaturale e scomoda che ne denuncia chiaramente la morte. Dai contemporanei questi elementi non furono visti di buon occhio e li ritennero eccessivamente macabri se così si può dire, perché come sempre in caso di queste tragedie quando la memor